ANTONELLO TAURINO

ANTONELLO TAURINO

foto 3

“Sono nato nel 1980 a Copertino, in provincia di Lecce da papà Cosimo, Maresciallo dei Carabinieri e mamma Dora, insegnante. Con il massimo dei voti e tesi intitolata ‘Ritratto di Signora nell’opera teatrale di Carmelo Bene’ mi laureo in Lettere. Scrivo testi in vernacolo salentino e già che ci sono, prendo il diploma di Chitarra Classica al Conservatorio di Monopoli. Mi trasferisco a Milano dove faccio varie cose: docente alla Scuola Media, attore e comico sul palco di Zelig. Riesco nella titanica impresa di non diventare famoso nonostante undici anni di presenza in TV e Premi in Festival del Cabaret. Conseguo il Master triennale in Arte Drammatica presso il GITIS con il pedagogo JURIJ ALSCHITZ, poi tanto, tanto TEATRO”.

foto 1

Questa è Copertino?
“Si. Mi sono trasferito a Milano intorno al 2005: è arrivata l’esperienza di Zelig, il Teatro e l’insegnamento a scuola. Milano è una città che offre la possibilità di confrontarsi con le proprie aspirazioni. Purtroppo, sembra banale dirlo, ma in Regioni del Sud come quella da cui provengo io, ancora no…”
Zelig TV?
“Ho partecipato a varie edizioni di Zelig Tv, nel corso degli anni, con diverse proposte, ma ho capito, col tempo, che quello che mi piaceva era raccontare una storia completa, ‘lunga’; l’emozione della TV, per me, non è paragonabile alla sintonia che si vive, si trasmette e si riceve dal pubblico in un’ora e mezza circa di spettacolo in teatro. Ogni anno, per accedere al palco di Zelig, ogni artista, anche il più ‘navigato’ dei comici, viene provinato: credo sia giusto così. Sono contento di tenere a Zelig, assieme a Giancarlo Bozzo e Carlo Turati, il corso di ‘scrittura comica’ “.
Cos’è “Kotiomkin”?
“Siamo un collettivo online di circa 300 autori, postiamo battute, impressioni e organizziamo spesso serate di satira live,  prossimamente  a Modena con Massimo Pica, Ciccio Rigoli e Vincenzo Scalfari”.
Sei autore ed attore dello spettacolo “MILES GLORIOSUS …ovvero: morire di uranio impoverito”

foto 5

“Si, uno spettacolo che racconta le vicende di troppi soldati, partiti per le Missioni di pace negli anni ’90, in Kosovo, Bosnia, Iraq, Afghanistan e tornati con gravi malattie a seguito di esplosione di pallottole contenenti uranio. Il nesso causale, a livello giuridico, è ormai provato: si tratta di circa 350 morti e 3700 malati. Il tutto viene paradossalmente raccontato in modo molto comico, attraverso la storia di due teatranti cialtroni che cercano idee per il loro nuovo spettacolo di teatro civile: il genere ‘tira’ ma pare che tutte le ‘sfighe italiane’ siano già state prese da Marco Paolini. Abbiamo debuttato nel 2011 (in scena c’è anche il fidato ORAZIO ATTANASIO, musicista) e siamo vicini alle 80 repliche, che non è male per un’autoproduzione”
” “TROVATA UNA SEGA ” altro titolo di ‘casa Taurino’

foto 6

“Così riportava il ‘Vernacoliere’ nel 1984, sul mancato ritrovamento, durante il dragaggio nei canali di Livorno, in cerca delle famose teste di Modigliani (sculture che l’artista, secondo la leggenda avrebbe gettate lì per un impeto d’ira). Le teste sono state trovate, ma opera di ragazzi burloni;  prima che fossero dichiarate dei falsi, critici, cattedratici ed accademici le attestarono come opere originali di Modigliani. Nello spettacolo, con l’ausilio di un proiettore (perché davvero gli spettatori non ci credono) racconto questa esilarante storia. Ho debuttato nel 2014 al Festival “Kilowatt” e anche qui si ‘sta viaggiando’ per le 50 repliche!”
A febbraio sarai in replica milanese con “LA SCUOLA NON SERVE A NULLA”…parola di Professor Taurino?

foto 7

“E’ il titolo del mio ultimo spettacolo, scritto con Carlo Turati, che ha debuttato ad ottobre al Teatro della Cooperativa di Milano. Sempre utilizzando toni molto comici, si racconta la storia di un Professore di una scuola ‘di frontiera’ che viene sospeso dal servizio (con qualche accenno autobiografico di Taurino Professore);poiché in una scuola ‘di frontiera’ mi ci sono davvero ritrovato, sia io, sia il protagonista dello spettacolo, proviamo a salvarci con tanto TEATRO”.

 

Angela Balboni

Commenti

commenti