ANTONIO MEZZANCELLA

ANTONIO MEZZANCELLA, perugino, classe ’80 e talento naturale con il pregio di aver rispolverato l’arte dell’imitazione. Quali sono stati i pilastri che l’hanno introdotta in un cammino professionale?

“Sono stato ispirato dalla bravura di Fiorello, avevo il suo CD e iniziando con l’imitazione ho capito che potevo fare tanto”.

Quali sono i cantanti che le riescono meglio nell’imitazione e quali, nei suoi show vengono più richiesti?

“Il personaggio a cui sono più affezionato e a cui dicono somigli un po’ anche nell’aspetto è Ramazzotti; a Radio DJ, il simpatico Nicola Savino, quando mi vede, prima mi dice ‘Dai Antonio, fammi Ramazzotti’, poi mi saluta!!!. Il pubblico adora Renga e Baglioni, dipende anche dalle regioni italiane in cui mi esibisco”.

I suoi spettacoli sono applauditissimi in Russia, Estonia, Kazakistan, la musica italiana non ha confini e…dove un cantante non arriva ci pensa Antonio Mezzancella!

“Dove non riescono ad organizzare un mega concerto con tanti artisti per via…dei costi, arrivo io!!”.

Quale era l’obbiettivo a ‘Tu si que vales’?

“Si è rischiata la partecipazione ad un talent per avere più visibilità nazional popolare”.

Si canta anche sotto le docce, negli spogliatoi della Nazionale Cantanti?

“Si canta poco ma si scherza tanto con la complicità dei rapper-calciatori che di ogni avvenimento divertente ne fanno una strofa”.

Qual è il suo ruolo in Nazionale Cantanti?

“Centrocampista o difensore alto”.

Non giocando a pallone professionalmente, ogni allenamento per le partite necessita di concentrazione e sforzo fisico?

“Io pratico sport, mi tengo in forma come altri artisti della Nazionale, ma, in campo, più dell’allenamento conta la concentrazione durante tutta la partita”.

Angela Balboni

 

Commenti

commenti