CICLOVIAGGIO Obes Grandini

OBES GRANDINI     

nasce negli anni ’50 in provincia di Ferrara. Fin da ragazzo non ha mai trattenuto l’impulso che lo spingeva a scoprire nuove culture in terre straniere. La bicicletta

è entrata in scena nell”80 dimostrandosi mezzo ideale per l’indole solitaria di Obes. ” La bicicletta, in viaggio, è la mia casa – afferma Grandini – trasporta il giaciglio, gli abiti, alcune stoviglie, le bottiglie con l’acqua, inoltre sono fornito di una piccola ‘officina’…per le emergenze; mi hanno chiesto di sostituire la mia bicicletta con un modello recente, sono troppo affezionato, a volte ci parlo ed è una buona ascoltatrice”.
CHE COS’E’ UN CICLOVIAGGIATORE?

“Non mi considero uno sportivo – continua Grandini – amo leggere libri che parlano degli alpinisti famosi ma non scalerei mai una montagna…soffro di vertigini. Obes è un viaggiatore che ha trovato nella bicicletta un mezzo lento ed idoneo per recepire usi e costumi di genti lontane, si comunica usando l’inglese e il contatto con la natura e gli esseri umani mi coinvolgono; sono molto critico verso me stesso, devo raggiungere gli obbiettivi seguendo le mie regole di vita. La differenza tra un cicloviaggiatore ed un turista che gira in bicicletta è che il primo fa tesoro di quello che vede, ne ricorda odori e colori, il secondo, il più delle volte con una guida sa già dove andrà e cosa vedrà”.
QUANTI VIAGGI HA AFFRONTATO FINO AD ORA E QUAL’E’ STATO IL PIU’ LUNGO?

“Ho pedalato in circa dieci viaggi, il prossimo sarà verso la Scozia. Il più lungo in chilometri (20.450) è stata la traversata dell’Africa che ricordo come un’esperienza fra i mille diversi  aspetti di 18 paesi fra Zambia, Ruanda, Giordania e Turchia, a volte difficile per una serie di conflitto che si creava con la popolazione; il più lungo nel tempo è stato quello nel Nord Europa durato quindici mesi. Come viaggiatore preferisco i luoghi freddi”.
NEL TRAGITTO VERSO LUOGHI SUGGESTIVI NON HA IL TIMORE DI INCONTRARE PERICOLI?

“Che i pericoli ci siano ovunque, questo è risaputo, certo quando mi son trovato davanti un orso con la sua bocca spalancata o aprendo la tenda, un ghepardo, la paura è arrivata al momento e sempre si spera di potersela cavare. Preparandomi delle mete, prima mi informo sulle situazioni in cui ci si troverà in determinate zone”.
I SUOI VIAGGI SONO DOCUMENTATI IN UNA SERIE DI LIBRI CHE METTE A DISPOSIZIONE DEI LETTORI INTERESSATI, DURANTE MERCATINI NEL NORD ITALIA. RIUSCIRA’, L’IMMAGINAZIONE AD ARRIVARE LONTANO COME OBES E LA SUA BICICLETTA?

“Sono proprio le frasi nei miei libri a coinvolgere i lettori anche stando seduti in divano. Saranno virtualmente accanto a me ed alla mia bicicletta e potranno immaginare la maestosità del

ghiacciaio Perito Moreno in Argentina, le verdeggianti

cascate Iguazu in Brasile

l’aurora boreale in Islanda”.
IN CONFERENZE O EVENTI, QUALI SONO LE CUSIOSITA’ DEL PUBBLICO INTERESSATO A CONOSCERE LE SUE ESPERIENZE DI VIAGGIO?

“Le persone tendono a fare domande su come rifornirsi di cibo,
affrontare pericoli, rapportarsi con le popolazioni; una cosa che non mi chiedono mai è come fare per avere sempre acqua da bere, importantissima per non rischiare la disidratazione del corpo. In eventi nelle scuole primarie, i bambini mi spiazzano con domande infantili ma simpatiche e verosimili come ad esempio ‘Quando sei nel deserto dove vai a fare la cacca?’ oppure ‘ Con gli orsi ci puoi giocare?…sono buoni come Winnie the pooh?”.

Angela Balboni
 

 

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