UNA DONNA FANTASTICA

Tra ‘Gloria’, Orso d’argento per la Migliore attrice al Festival di Berlino e ‘Disobedience’, primo lungometraggio in lingua inglese, SEBASTIAN LELIO

alla regia, colloca ‘UNA DONNA FANTASTICA

con un’altrettanto fantastica DANIELA VEGA

nei panni di MARINA, cameriera e cantante transgender. Si tratta di una ventisettenne che all’anagrafe risulta essere Daniel, legata sentimentalmente ad un uomo di cinquantasette, in un’ambientazione cilena. La relazione è soddisfacente, non c’è nessuna forzatura nel rapporto di coppia; per festeggiare il compleanno di Marina, ORLANDO (FRANCISCO REYES) la vuole portare alle cascate di Iguazu ma l’uomo, la sera della ricorrenza, per via di un improvviso aneurisma, cade dalle scale e perde la vita. In questo caso Marina si trova a subire quella particolare e sgradevole situazione della partner non tutelata da vincoli legali ad un compagno di vita, ora defunto, con l’aggravante della propria transessualità agli occhi della famiglia di Orlando, perversa e degenerata. L’ex moglie dell’uomo inviterà Marina a stare lontana dalle esequie di Orlando, il loro figlio la minaccerà di cacciarla dall’appartamento che condivideva con l’amato e una detective inizierà ad indagare per capire il presunto coinvolgimento della ragazza nel decesso di Orlando. Marina lotterà per il diritto di essere sé stessa, una donna fantastica, frutto di una dolorosa ricerca che dura una vita. Come Marina, il film non ha paura di piacere, ma coniuga contenuto e forma in un continuo gioco di apparenze.

Sergio Galuppi

Commenti

commenti