CRISTIAN IMPARATO Con la musica un invito all’amore per il prossimo e un inno alla vita dono prezioso che ci è stato regalato

Il 24 febbraio 1996 nasce, a Palermo, Cristian Imparato: evoluzioni artistiche, cambi di look ed affetti persi e ritrovati da ‘Io canto’ ad ora.



“Le evoluzioni sono fisiologiche, naturali: ero un bimbo che si divertiva a cantare e da quel giorno sono passati sette anni; ho tolto occhiali ed apparecchio ai denti, oggi ho qualche piercing, mi sono appassionato alla danza ed al body building, discipline che mi hanno aiutato a modellare il corpo. Alla crescita fisica c’è stata quella professionale: studiando e acquisendo più tecnica, ora il canto non è più un gioco ma la mia professione. Per quanto riguarda gli affetti, ci sono fasi della vita in cui rapporti in particolare sono forti e con il tempo meno presenti, al contrario, con il passare del tempo faccio la conoscenza con diverse persone a cui spesso mi affeziono…troppo!”

Cosa è successo dopo il talent ‘Io canto’ per piccoli artisti?

“Grazie all’aiuto della mia famiglia e degli insegnanti ho ripreso la quotidiana vita da adolescente. Ho terminato gli studi, parallelamente ho coltivato la passione per il canto e su direttive di David Foster ho iniziato danza”.

E’ bello sentirsi definire ‘bambino prodigio’ nella canzone o un grande impegno da gestire per un ragazzino di dieci anni?


“Bello è dire poco; ancora oggi mi fermano per strada persone che non conosco che mi raccontano di quanto la mia voce li avesse fatti emozionare. Mi sentivo e mi sento molto amato grazie a quel ‘bambino prodigio’, da bambino non me ne rendevo conto, il calore e la stima delle persone ricevute negli anni confermano questo amore di una grande famiglia virtuale che mi segue e mi vuole bene. E’ un impegno ora, sapere che quel ‘bimbo’ non c’è più, c’è un ragazzo con una voce più matura, con obbiettivi diversi ma che continua come da bimbo ad emozionare il suo affezionatissimo pubblico”.

Soddisfazioni umane ed artistiche, rinunce di un adolescente impegnato ad affrontare una carriera iniziata molto presto.



“Le soddisfazioni sono state tante, dal duettare con i più grandi artisti della musica internazionale al ricevere i complimenti da un Zarrillo, Lara Fabian, Alessandra Amoroso e tanti altri, non è una cosa che capita tutti i giorni!. Sicuramente, vivendo tra palchi, aerei, appuntamenti artistici e persone dell’ambiente, in una fase della mia adolescenza le tappe sono state bruciate rispetto ad un adolescente famiglia/scuola, grazie comunque a chi mi è stato accanto sono riuscito a riprendere una vita dai ritmi tipici di un qualsiasi coetaneo”.

Qual è stata, verso i 17 anni, l’esigenza artistica, limitata ai contratti discografici nel porsi ad un pubblico di teenagers?

“Non è stata un’esigenza ma un desiderio: lontano dai media per alcuni anni ho continuato ad essere seguito e stimolato dal calore del mio pubblico, appena ne ho avuto l’opportunità ho inciso l’album e molto attento ai testi curati da un autore ho collaborato affinché mi rappresentassero al meglio”.

Insegna più il palco o la vita è un palco su cui imparare?

“Bella domanda…’marzulliana’…Rispondo in stile: la vita, per me, è un palco su cui imparare ininterrottamente”.

Quanto è importante, fa crescere o star male, l’amore?

“E’ impossibile vivere senza amare, l’amore è il carburante della vita, una vita senza amore sono polmoni senz’aria. Vivo con profondo trasporto tutte le mie relazioni siano esse famigliari, amicali o sentimentali, mi piace e mi illudo che ogni mio rapporto possa rimanere eterno, anche l’amore, non pongo limiti se amo anche se a volte significa fare i conti con delusioni o pianti, fanno parte della vita, rendono più forti ed il futuro si affronta con più positività”.

Nel Dicembre 2016 è uscito, sugli store digitali il suo singolo ‘Over the rainbow’, brano conosciuto anche con il titolo ‘Somewere over the rainbow’, canzone cantata da Judy Garland nel film ‘Il mago di Oz’.

“Ho scelto questo brano perché contiene un messaggio di speranza, un rifiuto ad ogni violenza e discrimine verso i più deboli, vuole essere un invito all’amore che non deve fare differenze per il colore della pelle, per il sesso o religione di una persona. L’incontro, il dialogo e la disponibilità all’amore per il prossimo possono annientare ogni barriera e trasformare le diversità in completamento. Non sarà l’amore contenuto nelle parole o nelle note di una canzone a fermare l’odio, l’ipocrisia, il razzismo e la cattiveria umana ma nemmeno il silenzio e l’indifferenza, io ho provato a dire la mia, come so fare: cantando”.

Come sarà il Cristian Imparato dei live 2017/2018 nello spettacolo ‘Per te io canto’ e cosa troveranno in più dei precedenti, i suoi fans, nell’album che arriverà a primavera?

“Sarà un ragazzo con tanta voglia di divertire e di divertirsi, senza banalità, provando a comunicare quanto bella sia la vita, che dono preziosissimo sia, spesso maltrattato, dato per scontato solo perché regalato e di conseguenza senza un giusto valore da imprimergli. In primavera uscirà il singolo che anticiperà l’album ma non posso aggiungere altro…”.

Angela Balboni

 

 

 

 

 

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