DIARIO DI BORDO del CAFFE’ TEATRO Antonio Albanese

Chi non lo riconoscerebbe?!…

con il suo slogan elettorale ‘Cchiù pilu pi tutti!’ ed il suffisso ‘mente’ in varie parole (‘spessatamente’, ‘infattamente’): Cetto La Qualunque, imprenditore e politico calabrese corrotto, che disprezza natura a tradizioni e per un applauso in più dai suoi elettori promette loro che ci sarà sempre abbondanza di belle donne. Tolti i panni di Cetto e di altri personaggi nati negli anni ’90, come Frengo

ultrà del Foggia e assiduo consumatore di cannabis, ci troviamo di fronte Antonio Albanese

comico, cabarettista, attore, regista e scrittore, formato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano passando poi dalla televisione (‘Su la testa’, ‘Mai dire gol’), il cinema (‘La fame e la sete’, ‘La seconda notte di nozze’, ‘L’intrepido’) ed il teatro con il suo primo spettacolo del 1992 ‘Uomo’

“Antonio frequentava assiduamente il Caffè Teatro – ricorda Maurizio Castiglioni – per provare l’impatto sul pubblico dei personaggi:
il tenero Efrem

l’irritabile Alex Drastico

il timido Epifanio

che esordì prima con il nome di ‘il Tommino’. Da queste maschere curate nei minimi dettagli, traspariva la professionalità di un artista che qualche anno dopo sarebbe diventato volto noto in tv, sul grande schermo, nonché nei teatri di tutt’Italia. Il locale gli mise a disposizione spazi e tempistiche per condurre un corso di teatro avanzato”.

 

La redazione

 

 

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