DIARIO DI BORDO del CAFFE’ TEATRO Claudio Bisio

Era la fine degli anni ’80 e la prima locandina che pubblicizzava gli spettacoli che si sarebbero tenuti al ‘Caffè Teatro’ di Verghera, recitava ‘CHI VUOL ESSER LIETO SIA CHE POI I COMEDIANS VANNO VIA’, con le coppie comiche: Claudio Bisio/Silvio Orlando, Antonio Catania/ Bebo Storti, Renato Sarti/Gianni Palladino. Bisio, con altri talentuosi come David Riondino, Angela Finocchiaro, Harina Huff, Gigio Alberti, faceva le prime apparizioni in tv, nella sitcom ‘Zanzibar’

dove interpretava Italo, meccanico comunista e milanista, oppure nei programmi come ‘Su la testa’ ideati da Paolo Rossi. Poco dopo sarebbero arrivati ruoli cinematografici con la regia di Salvatores in ‘Kamikazen – ultima notte a Milano’

‘Turnè’,’Mediterraneo’

‘Puerto Escondido’, ‘Sud’. All’anagrafe italiana non esistono solo gli usuali ‘Marco, Paolo, Laura, Francesca’, ma anche nomi alternativi che, se abbinati a cognomi diventano veramente imbarazzanti: Rosa La Bella Pippa, Benedetta Topa, Felice Mastronzo, Tremendo Porcile, Bice Melalavo, Tranquilla Piscia, Vera Vacca. “Per la regia di Gigio Alberti, Claudio Bisio portava sul palco del Caffè Teatro ‘Guglielma Bavosa’ (…che vita di melma) – ricorda Maurizio Castiglioni

ovvero la tragicomica storia sentimentale tra la signorina Bavosa e Felice Cacace, impegnati nelle loro telefonate audaci, con a seguito altri personaggi dai cognomi inverosimili: Matilde Scopinaro, Vitaliana Cagozzi, Filomena Schizzo, Bocchino Generoso. Con raffinata ricerca intellettuale, attenta alle angosce esistenziali, senza cadere in patetismi, lo spettacolo diventava anche introspettivo, quasi ‘gaberiano’ in un monologo di un uomo che incontra se stesso per la prima volta”. Agli inizi degli anni ’90 Claudio Bisio è un sorprendente cantante

con ‘Patè D’Animo’

primo ed unico album, in collaborazione con Elio e le Storie Tese e la produzione di Otar Bolivecic. Calembour tra le parole ‘patè’ e ‘patema’, l’opera discografica satirica e goliardica viene ricordata da Bisio come ‘uno scherzo di lusso’.

La redazione

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