DURAN DURAN

Simbolo per eccellenza della new wave che ha dominato gli anni ’80, i DURAN DURAN

(nome che trae ispirazione dal personaggio di Durand Durand nel film cult di fantascienza ‘Barbarella’) precursori di video musicali innovativi, profeti dell’estetica, fenomeno di isteria collettiva dei fans durante i concerti, vantano una carriera ultra trentennale spesa ad evolversi e a sperimentare passando dal synth pop alla dance rock al pop vendendo più di cento milioni di dischi dal primo dell”81 all’ultimo del 2015 intitolato ‘Paper Gods’ che li ha portati in tour mondiale con unica tappa italiana a Treviso a fine agosto 2017. Rivaleggiando con gli Spandau Ballet, soprannominati dalla stampa inglese ‘The fab five’ parafrasando i Beatles chiamati anni prima ‘The fab four’, in copertina sulla rivista ‘Rolling Stone’, i Duran Duran sono diventati un vero fenomeno di massa; ‘A view to a kill’ è l’unico brano tratto dalle colonne sonore della serie di ‘007’ ad essere diventato numero uno nelle classifiche statunitensi, nelle decadi degli ’80, ’90 e ’10 i Duran Duran hanno raggiunto con la loro musica la Top 10 della Billboard US 200.

A Treviso, i ragazzi che non hanno mai visto un concerto dei Duran Duran, chi già musicalmente li conosceva, le madri di famiglia presenti nelle prime file che hanno intonato ogni singola canzone dei loro beniamini da quando erano adolescenti, hanno assistito ad uno spettacolo curato nei dettagli, dalle luci agli schermi alla pioggia di coriandoli, ad un Simon Le Bon in ottima forma sulle sue sneaker fluo, al new entry Dominic Brown alla chitarra, alle coriste Anna Ross ed Erin Stevenson, al sassofonista Simon Willescroft. Ad aprire la serata l’elettronica ‘Paper Gods’ tra le grida del pubblico entusiasta; Simon è un sex symbol che regge negli anni, urla forte “Italia” e “caffè” ricordando il rapporto speciale che ha con la nostra terra e parte l’immortale ‘The wild boys’ seguita da ‘A view to a kill’ nelle immagini video di James Bond 007. ‘Last night in the city’ è un inno alla vita, ‘Come undone’ canta di un cuore fatto a pezzi in un deja-vù di sensazioni, perfetto duetto con la corista ed il funk sensuale di ‘Notorius’ infiamma gli animi e fa alzare le mani. Dopo ‘Pressure off’ arriva ‘Hold back the rain’; Simon si commuove alle note di ‘Ordinary worl’ dedicata a chi non c’è più ma che rimarrà nella nostra memoria per sempre. Cover dello show ‘White Lines (Don’t, Don’t Do It) di Grandmaster Melle Mel e band, turnisti e coriste vengono presentati su ‘Girls on film’. Simon riappare sul palco in maglietta nera e con la chitarra per l’accoppiata ‘The universe alone’ – ‘Save a prayer’, brano speciale per il popolo italiano: “Ammirate la bellezza del cielo e la luna nella notte” recita Le Bon alle colorate generazioni che hanno fatto di loro, eterni ragazzi inglesi, icone per la vita. Un “Olè, olè, olè, Duran Duran”, palloni e coriandoli chiudono l’esibizione con ‘Rio’ lasciandosi trasportare dall’immaginazione di essere con loro sull’imbarcazione del video omonimo.

 

 

 

Angela Balboni

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