GABER, JANNACCI, MILANO, NOI Ale e Franz

Chi non conosce Ale e Franz (al secolo Alessandro Besentini e Francesco Villa), quelli della ‘panchina’ a Zelig

de ‘La terza stella’ al cinema, della zebra Marty e del leone Alex di ‘Madagascar’ nel doppiaggio, di ‘Buona la prima’ in TV e dell’ultimo ‘Tanti lati/ Latitanti’ in tour fino a pochi mesi fa. Ale e Franz sono artisti a 361°, da vent’anni davanti al loro pubblico per divertire e divertirsi, senza limiti a quello che l’arte della comicità può creare, che sia una collaborazione con un cantautore come Ruggeri o il ricordo di GIORGIO GABERSCIK e VINCENZO JANNACCI nella rassegna ‘Milano per Gaber’ organizzata dalla Fondazione Gaber.

Jannacci, medico chirurgo, diplomato in direzione d’orchestra, frequentatore della ‘vecchia Milano’ lo ricordiamo per i grandi successi: ‘Vengo anch’io, no tu no’, ‘L’Armando’, ‘Ci vuole orecchio’.


In equilibrio tra il rock e il jazz americani e la canzone francese, Gaber (assieme al suo collaboratore Sandro Luporini) è stato iniziatore del genere del ‘teatro canzone’, uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, oltre che cantautore, anche attore, regista e commediografo. Affettuosamente chiamato ‘Il Signor G’ lo ricordiamo per le pietre miliari: ‘La ballata del Cerutti’, ‘Torpedo blu’, ‘Se io fossi Dio’, ‘ Porta Romana’.

“Gaber e Jannacci rappresentano per noi le tappe di un percorso – affermano Ale e Franz – sono il racconto di un mondo visto con occhi di chi ha il coraggio di scrutare dentro la vita di ognuno sottolineandone le sconfitte, le paure e le gioie”. Il loro spettacolo ‘Gaber, Jannacci, Milano, Noi’ per la regia di Alberto Ferrari ha toccato alcuni dei teatri italiani più prestigiosi come quello di Tortona, Bellinzona, Verbania e Milano. Affiancati dalla grandissima esperienza di Ferrari, Ale e Franz, accompagnati ancora una volta dalla band di Enrico Ruggeri: LUIGI SCHIAVONE alla chitarra, FABRIZIO PALERMO al basso, FRANCESCO LUPPI alle tastiere e MARCO ORSI alla batteria hanno instancabilmente realizzato una serie di prove sulle parti cantate, a Cassano Magnago.

“Lavorando su nostri sketch scritti anni fa – continuano i comici – abbiamo notato un legame profondo con il linguaggio gaberiano”.

“Il fatto di essere sul palco con un microfono e quattro musicisti eccezionali non vuol essere un tentativo di proporci anche come cantanti – aggiungono Ale e Franz – è la voglia di rendere partecipe il pubblico di quanto ci sia appartenenza a Milano e all’arte di Gaber e Jannacci, per noi maestri e ispiratori”. E tra battute su terranova costretti in un monolocale, un giovane Palmiro in panda dopo anni Paul in porche, un ladro di monetine in chiesa speranzoso di una valigia di danaro come grazia ricevuta da un santo e la visione di un angelo che pare abbiamo tutti, anche i più poveri e dimenticati, sono arrivati loro, i vecchietti sprint sempre pronti a burlarsi l’un con l’altro e a fare gli sberleffi agli anni che passano.

Come lo sono stati Gaber e Jannacci, anche Francesco ed Alessandro sono grandi interpreti di una surrealtà che a volte si tinge di reale e fra le note di ‘Son sciupà’, ‘Ma Mi’, ‘Destra Sinistra’, ‘Il conformista’ ritornano le immagini di due persone e personaggi che rimarranno nei cuori di Milanesi e non.

Angela Balboni

 

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