I PRIMITIVI

Dopo ‘GALLINE IN FUGA’

‘WALLACE e GROMIT’

‘GIU’ PER IL TUBO’

e ‘SHAUN, VITA DA PECORA’

gli studi di animazione inglesi Aardman si cimentano, in stop motion, con figurine di plastilina, in ‘I PRIMITIVI’

storie di cavernicoli, del primo rudimentale gioco del calcio e del passaggio dall’età della pietra, a quella del bronzo. Dall’ampio sorriso e la chioma leonina, Dag

(a cui presta la voce, nel doppiaggio italiano, Riccardo Scamarcio) è ardimentoso e Ginna

(con la voce di Paola Cortellesi) si riscatta, in quanto ragazza, nell’impossibilità di giocare in campo, imponendosi nel ruolo di allenatrice. Lord Nooth proclama ufficialmente la fine dell’uso di armi in pietra a favore delle lance appuntite di bronzo. Disorientato dall’evoluzione della specie, Dag finisce per sbaglio nello spogliatoio del Real Bronzio; in accordo con Lord Nooth, se la propria squadra vincerà la partita di pallone prevista, la valle tornerà di proprietà della sua tribù, in caso contrario si ritroveranno tutti a lavorare nelle miniere di Lord Nooth. Nonostante gli antenati di Dag si svelino inventori del gioco del calcio, Dag è sfiduciato. Ginna riconosce nei componenti della squadra di Dag, un potenziale, non fisico, ma in fatto di lealtà e di lavoro di gruppo, mentre nella squadra avversaria pervade l’individualismo. Con il coinvolgimento della Regina Suprema, il patto con Lord Nooth ha un ribaltamento: se la partita di calcio verrà persa, sarà il solo Dag a pagarne le conseguenze con sangue e sudore. Dopo un calcio di rigore ed un presunto fallo, Dag si infortuna ad un ginocchio, e a sostituirlo entra il fidato cinghiale Grugno che porterà la vittoria con un 4-3. Sorpreso a rubare le offerte degli spettatori, Lord Nooth sarà arrestato tra le acclamazioni al coraggioso Dag, nel kolossal realizzato, dai suoi modellatori, in diciotto pezzi e con il coinvolgimento, nella produzione, di centocinquanta professionisti nel campo cinematografico.

Sergio Galuppi

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