Intervista CLAUDIO ZUCCA Accademia Del Comico

Che cos’è la comicità?

“Divertirsi e far divertire il pubblico”.

Che cos’è per te un sorriso?

“Il premio che il pubblico da ad un comico”.

Quando, un artista può definirsi un ‘comico’?

“Di base quando gli viene un’idea, la scrive, la prova sul palco ed il pubblico ride”.

La vita è un palco o sul palco si impara la vita?

“Sul palco non si porta sé stessi ma un personaggio. Spero che per tanti, la vita non sia un palco, dove si gioca con le parole, le situazioni, la vita non è un gioco”.

Quanto può aiutare psicologicamente fare cabaret/comicità?

“Premettendo che il cabaret o la comicità in generale non sono sostitutivi della terapia, possono comunque essere di grande aiuto; fare cabaret richiede impegno, costanza, coscienza. La comicità è un tramite per vedere la dura realtà in modo più sottile, più sopportabile, sia da parte di chi la propone, che da parte del pubblico che ne è partecipe”.

Caratteristiche professionali ed umane di un ‘buon comico’.

“Empatia, capire il pubblico, intuire fin dove ci si può spingere”.

Reazioni ai ‘flop’ davanti ad un pubblico di sala!

“Chiedersi dove si ha sbagliato, è il pubblico ad accorgersi dell’errore, lui lo vede/sente e di conseguenza reagisce”.

Quali possono essere, in generale, le prime percezioni di una persona che si dica ‘Io da grande voglio fare l’attore’?

“Solitamente il mestiere di attore è legato al mito dei ‘soldi facili’, nella realtà lo si diventa solo con studio, passione, oltre alla gran voglia di interpretare necessaria”.

Cosa manca, secondo te, al Teatro Italiano?

“Il pubblico. Sarebbe necessario rieducare il pubblico, fargli capire che il Teatro esiste ancora, e, non solo nei grandi nomi”.

Perché, secondo te, i giovani vanno poco a teatro?

“Perché il teatro fatica a rinnovarsi, si continua a proporre i classici nella stessa forma mentre i ragazzi sono sempre più social, più all’avanguardia, non dico di stravolgere il teatro, basta andare sulla scia del futurismo degli anni ’20 del teatro”.

Cosa ‘offre’ l’Accademia del Comico in qualità?

“L’allenamento al pensiero comico”.

Secondo te, serve una preparazione multilingue nel cabaret/teatro?

“Assolutamente si. Ad aprile 2017 l’Accademia arriverà anche a Londra, all’Angel Hill Comedy Club, gli allievi porteranno testi italiani e tradotti in inglese”.

Claudio, ma l’Einstein Journal chi dovrebbe intervistare oltre a te, di nomi della comicità che stanno riscuotendo consensi da parte del pubblico?

“I nomi sono tanti, io proporrei di intervistare il pubblico!!!”.

 

 

Angela Balboni

 

 

 

 

 

 

 

 

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