LELIO MORRA Dedicato a chi

Intervista a LELIO MORRA:

Cosa sa dare e cosa limita arrivare da una cultura musicale partenopea?

“Non trovo ci siano limiti, essere napoletano è una virtù come l’anima della città che arriva negli occhi della gente, passa attraverso la melodia, la poesia, le diverse forme d’arte. Come per ogni città i grandi problemi ci sono ma fanno parte di luoghi comuni giusto per far parlare i curiosi; Milano offre occasioni nuove”.

Lelio Morra partì per la Francia ispirato dalle note dei ‘Beirut’, e poi?

“Poi Lelio non si è fermato. I ‘Beirut’ sono stati un canovaccio da seguire in un momento difficile della mia vita; dentro ad alcune loro canzoni ho trovato le risposte a domande che non mi ero nemmeno posto. Ora il mio viaggio prosegue”.

Fatiche e vittorie della ‘musica on the road’

“Suonare in strada è la prova della verità, diventa, per chi ascolta l’artista, una sorta di incantesimo; distrarre una persona mentre cammina invogliandola a fermarsi per ascoltare chi propone musica in strada è la verità di aver regalato un’emozione”.

‘JFK E LA SUA BELLA BIONDA BAND’:…

“Praticamente la mia ‘famiglia musicale’ negli anni scorsi: tanti concerti, premi, eventi, un disco ‘Le conseguenze dell’umore’, tanto folk dalle melodie quasi oniriche e racconti che sono finiti nei testi di canzoni, che è quello che continuo a fare; con loro sono in ottimi rapporti”.

Hai aperto anche un concerto di Jamiroquai, emozioni?

“La macchina del lavoro attorno ad un gigante della musica contemporanea come lui è enorme: scambio di battute veloce, rispetto ed ammirazione”.

Come ricordi l’esperienza al CET di Mogol?

“Mi sento fortunato ad aver vinto quella borsa di studio, in un’incantevole location mi sono messo a nudo, ho scoperto meglio me stesso immergendomi nelle canzoni e confrontandomi con artisti con i quali potevo condividere le stesse ambizioni”.

Primo lavoro discografico: ‘Le conseguenze dell’umore’, questione di una lettera o l’umore dipende davvero dall’amore e viceversa?

“Mi piace giocare con le parole, un omaggio al Genio di Sorrentino. Cambiando una lettera ho sottolineato la relazione tra umore ed amore, lo stesso connubio che c’è tra lo stato d’animo e le parole che compongono una canzone”.

Chi sono il gruppo dei ‘Perturbazione’ e come si è sviluppata la collaborazione artistica?

“Era il 2011 e al Neapolis Festival, Tommaso Cerasuolo, leader dei ‘Perturbazione’, amico e riferimento artistico, mi ha visto nel live con i JFK, con sincerità si è complimentato, da allora ci rincontriamo ‘sopra e sotto i palchi’ “.

Esperienza ‘Premio De Andrè’:…

“Il giorno dopo essermi diplomato, nel 2005, ho vinto il Premio De Andrè come miglior interprete assieme alla mia band di allora, gli EUTIMIA. Altre volte vi ho partecipato, negli anni, fino al 2016 invitato come ospite all’Auditorium Parco della Musica di Roma, un grande privilegio in cui festeggiare il più bel compleanno in assoluto”.

Napoli/Milano, le ‘tue’ due città: cosa di loro ami/disprezzi?


“Sono nato a Napoli, ci sono cresciuto, sono inciampato e mi sono rialzato, è la mia città, la amo follemente e ci stavo bene. Milano è una nuova fase della mia vita, sta avendo un senso e mi da la possibilità di trovare qualcosa di bello che cercavo. Magari un giorno la mia città sarà New York, chi lo sa!”.

‘Dedicato a chi’: ma…a chi è dedicato?

“A chiunque abbia un’ambizione, a chi crede in sé, a me, a chi crede in ciò che può diventare, a tutti voi che leggete”.

 

 

Angela Balboni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commenti

commenti