L’INQUILINA DEL PIANO DI SOPRA

GAIA DE LAURENTIS

è nota al pubblico per aver condotto il rotocalco televisivo ‘Target’, UGO DIGHERO

nella serie ‘Un medico in famiglia’ copriva il ruolo di Giulio Pittaluga e vanta, in collaborazione con il Teatro Stabile di Genova un lungo background. Il regista STEFANO ARTISSUNCH

che ha diretto, fra i suoi lavori, Debora Caprioglio e Iaia Forte in ‘Il sogno di Lisistrata ‘da Aristofane e Selvaggia Quattrini e Isa Barzizza in ‘Gl’innamorati‘ di Goldoni, li ha voluti insieme sul palco per lo spettacolo ‘L’inquilina del piano di sopra

da una piece del francese PIERRE CHESNOT conosciuto per ‘Maschio crudele’ e ‘Alla faccia vostra’. La scenografia, curata da MATTEO SOLTANTO è divisa in un secondo e un primo piano tra cinematografia di Jeunet ed il mondo di Amelie abitati dalla quarantenne SOPHIE (GAIA)

che la sera del suo compleanno, ritrovandosi di nuovo sola si prepara al gesto tragicomico del suicidio e BERNARD (UGO)

unico scapolo cinquantenne del palazzo, scontroso professore universitario con l’hobby della costruzione di marionette e meccanismi automatizzati che non tollera il caos di Parigi, nemmeno in quella torrida estate e preferisce starsene rinchiuso nel suo appartamento difeso come un fortino da allarmi, sirene, porte blindate. I due singles sono talmente abituati alle loro solitudini e alle abitudini di tutti i giorni che faticano entrambi a relazionarsi con l’altro sesso. Con ingredienti una bella commedia, divertente, spassosa, leggera e magistralmente interpretata dalla De Laurentis e Dighero, il pubblico risponde con il buonumore anche a quelle problematiche così forti come il tentativo di suicidio e la fatica del vivere giorno dopo giorno. Sarà una vasca cui il rubinetto è stato lasciato aperto, al piano superiore, a portare l’acqua esuberante anche sui muri della casa di Bertrand. I due inquilini si presenteranno, litigheranno animatamente, oseranno, si scontreranno e riconosceranno le proprie imperfezioni rimanendo chiusi fuori dalle loro abitazioni o improvvisando cene che invece di essere apprezzate movimenteranno ancor più il loro frequentarsi sempre più ripetutamente fino al concretizzarsi dell’intento di Sophie di riuscire a coinvolgere un uomo (Bertrand in questo caso), volergli bene ed essere ricambiata su consiglio dell’amica SUZANNE eterna fidanzata di un ragazzo che il pubblico immaginerà bello, intelligente e simpatico. L’amica di Sophie è VALENTINA D’ANDREA

romana, attrice, ballerina, autrice, regista, un fiore frizzante nel suo vestitino a fiori, danzatrice della vita gioiosa, da riderci su, di certo da non volersi ammazzare solo per non riuscire a dare ed avere AMORE, il sentimento più semplice ed onesto che esista al mondo. Suzanne balla con grazia facendo gli sberleffi alle avversità della routine, mentre Sophie svela a Bernard, ora suo compagno per la vita, l’arrivo di ben tre infanti, ad un certo punto Suzanne non balla più, è stata lasciata dal suo ragazzo e ora con delusione vuole suicidarsi; fortunatamente la commedia dell’arte è solo finzione, a volte, nella vita reale sarebbe meglio ballare e lasciarsi scivolare addosso il dolore per non morire.

Angela Balboni

 

 

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