TIRO CON L’ARCO Lucilla Boari

Ha bruciato le tappe LUCILLA BOARI

l’arciera mantovana ventenne che gareggia per la società sportiva Arcieri Gonzaga e fa parte della Nazionale Italiana di tiro con l’arco, sotto la guida degli allenatori MATTEO BISIANI e WIETSE VAN ALTEN

seguendo le orme di papà Antonio che ad appena sette anni ha iniziato a portarla in palestra e farla tirare con l’arco. Due anni fa, assieme ad altri cinque atleti è stata selezionata per far parte di un progetto della scuola federale, si è trasferita a Cantalupa, in provincia di Torino e con grande dedizione ha meritatamente coronato la sua ascesa sportiva:

ai primi posti nei Mondiali giovanili Indoor sia individuali che a squadre, una vittoria a squadre all’European Grand Prix di Bucarest, un quarto posto nella prova a squadre ai Giochi Olimpici di Rio De Janeiro insieme a CLAUDIA MANDIA e GUENDALINA SARTORI

un’imminente ‘Coppa del mondo’ ad Antalya (Turchia) dopo aver battuto Kazakistan e Taipei e le Olimpiadi di Tokyo 2020.
Quindi l’amore per uno sport può essere tramandato da genitore in figlia?
“Da bambina era quasi un gioco, poi la consapevolezza di arrivare a traguardi importanti”.
Quanta preparazione, concentrazione e mira prevede il tiro con l’arco?
“Preparazione fisica costante, allenamento tutti i giorni con l’arco e un po’ di talento naturale, i fenomeni atmosferici possono influire le aspettative dei tiri, è necessario essere molto preparati per limitare gli errori”.
Il fatto di non essere sempre sul podio, per una giovane sportiva può fungere da crescita o in competizioni mondiali le emozioni sono predominanti?
“Nel nostro sport un’ottava o nona posizione è già un bel traguardo, competere con nazioni molto forti come ad esempio la Corea è sempre una dura prova”.
E’ più difficile gareggiare a squadre che individualmente?
“Non c’è una difficoltà vera e propria, gli errori fatti individualmente si sostengono da soli, nella squadra è il gruppo a primeggiare o essere nelle ultime posizioni, a volte per i risultati di un singolo elemento, a volte per gli errori di tutta la formazione”.
Fra poco sarà una neo patentata, sarà brava alla guida come nel suo sport?
“Guiderò con estrema attenzione!”.
A pochi giorni da una Coppa del mondo cosa si aspetta dalle Olimpiadi 2020?
“Il primo obbiettivo è qualificarsi, è una gara internazionale importante, si cercherà di dare il massimo”.

La redazione dell’Einstein Journal augura a Lucilla il podio, sempre, nella vita e nello sport!.

Angela Balboni

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