MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO

‘MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO’
(abbreviato MaDeDoPo): cominciamo dalle presentazioni !

“LUCA ROMAGNOLI è il vocalist, MARCO DI NARDO alla chitarra, special guest i tre componenti de I.MURI: VALERIO POMPEI, LORENZO CASTAGNA, ANTONIO ATELLA”.


Passiamo al nome, sottotitolato con ‘non è il mal di vivere ma la gioia di vivere male’…

“Eravamo tutti ricoverati in ospedale a causa di un incidente d’auto, tra una gamba rotta ed un braccio ingessato, un sorriso ed una melodia sono nati i ‘Management del dolore post-operatorio'”.

Luca, i ‘MaDeDoPo’ nascono musicalmente nel 2006 a Lanciano, in Abruzzo, con in attivo quattro album ed un genere musicale dance- post-punk, ma non è un suono molto anni ’70?

“Il DNA della nostra musica contiene anche un sound britpop”.

Da ‘bravi’ anarchici portate sul palco brani ‘ingombranti’ come ‘Pornobisogno’, ‘La pasticca blu’, avete violato norme web su contenuti a sfondo sessuale, vi siete calati i pantaloni in concerto con un preservativo in mano: sensibilizzazione alla prevenzione da trasmissione di malattie sessuali? provocazione tramite la musica o spacconeria?

“Salire su di un palco è già una ‘spacconeria’, farlo senza contenuti sarebbe inutile, la provocazione è un ingrediente in più, la ciliegina sulla torta!!”

La ‘pillola blu’: un farmaco o una poesia per ‘drizzare’ la vita? il sesso o…il medico per ridere dei dolori della vita?

“Meglio il sesso del medico, la poesia è un buon medicinale per rendere la vita più eccitante”.

Nel vostro brano ‘Naufragando’ un riferimento all’ipotetica fine del mondo. Se arrivasse ‘la fine del mondo’ quale ‘umano’ non vorreste essere stati?

“Facciamo la nostra musica e parliamo al pubblico divertendoci. Non vorremmo essere state persone che nella loro vita non hanno fatto altro che dedicarsi alla noia”

‘…è un posto bellissimo dove tutto crolla e va a fondo, è un incubo stupendo’. Vi riferite al vostro nuovo CD?

“Ci riferiamo all’amore, alla rabbia, all’euforia, a qualsiasi sentimento a patto che sia vissuto al limite con il rischio di conseguenze pericolose”.

Angela Balboni

 

Commenti

commenti