MASSIMO PRIVIERO All’Italia

MASSIMO PRIVIERO

cantautore e compositore di origini venete, milanese di adozione, ha iniziato da ‘San Valentino’, nell”88, la fusione tra rock e poesia che caratterizzerà per anni la sua produzione musicale che si è avvalsa anche del contributo di Little Steven, chitarrista della E Street Band. Laureato in Storia Contemporanea, Priviero ha messo in scena gli spettacoli di musica e teatro civile ‘Dall’Adige al Don. Viaggio nella memoria’ con lo scrittore Roberto Curatolo e ‘Diario di un alpino. La guerra degli ultimi’

con il performer Daniele Bianchessi, realizzato un viaggio acustico con il violinista Michele Gazich, per rivisitare classici della musica internazionale e un documento di musica e memoria, con il gruppo etno popolare Luf nell’omaggio alle più celebri melodie della tradizione alpina.

Nato dal grande amore e dal rispetto che Massimo

ha per il suo (e nostro) paese, L’Italia, ‘ALL’ITALIA’

è un concept-album costruito sul tema delle migrazioni di ieri e di oggi dove nonni, padri e figli sono costretti ad andarsene da una terra spesso irriconoscente. Anche se i volti si possono solo immaginare, anche se i ricordi non sono direttamente di chi le parole le ha scritte o di chi le ascolterà, i brani sono così potenti da farsi reali fra speranze, amori, delusioni, sofferenze, sorrisi ed attese: in ‘VILLA REGINA’ ci sono i veneti degli anni venti verso l’Argentina, il protagonista di ‘AQUITANIA’ lascia la fidanzata Anna a Trento per andare a lavorare in Francia, un bambino in ‘FIUME’, città istriana, piange il padre in terra straniera, ‘CIELO BLU’ è il racconto di un viaggio interiore per cercare una propria dimensione, il terremoto del 1976 è nelle parole di ‘FRIULI 76’, ‘BERLINO’ è metafora di un tempo di mezzo, ‘ALBA NUOVA’ è lo sguardo di un ragazzo nell’Italia attuale, con studi superiori ma in una condizione di lavoro precario, in ‘RINASCIMENTO’ si evidenzia la necessità di una svolta della nazione nei confronti delle giovani generazioni, un dottore in ‘MOZAMBICO’ ritrova le ragioni che lo hanno spinto fin lì, ‘LONDON’ rappresenta una meta cosmopolita ma comunque difficile da affrontare per la lontananza dall’Italia, ‘BATACLAN’ è una lettera immaginaria che la ricercatrice veneziana Valeria Solesin avrebbe potuto scrivere alla mamma prima che il destino irrompesse nella sua giovane vita, ‘ABBI CURA’ è un invito a volersi bene per un futuro migliore e l’autobiografica ‘BASSO PIAVE’ spinge un Massimo Priviero, lontano da casa da anni per costruire un’esistenza, ad avere la volontà di tornarvi.

Roberta Masi

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