NEL CAOS DI STANZE STUPEFACENTI Levante

Dopo il graffiante e sincero pop di

‘MANUALE DISTRUZIONE’, con il brano

‘Alfonso’, tormentone dell’estate, le sensazioni vibranti tra sconfitte e rivalse, impreziosite da ritmiche più accese in

‘ABBI CURA DI TE’, il romanzo


‘SE NON TI VEDO NON ESISTI’ in cui la protagonista Anita è alla ricerca dell’amore e della propria identità, aperture dei tour di Max Gazzè, Negramaro e Paolo Nutini, è uscito, di

LEVANTE (all’anagrafe CLAUDIA LAGONA)

‘NEL CAOS DI STANZE STUPEFACENTI’, disco composto da dodici tracce che vanno dall’interiorità e le sfumature di una donna ferita nei sentimenti (‘Le mie mille me’) alle difficoltà delle relazioni sentimentali (‘Gesù Cristo sono io’), alla delicatezza di una filastrocca per far comprendere anche ai bambini l’omosessualità (‘Santa Rosalia’), all’ironia di una relazione totalizzante ma distruttiva (‘Pezzo di me’) alla denuncia nell’uso smoderato dei social con postati video e foto che non interessano a nessuno, anzi infastidiscono (‘Non me ne fraga niente’). Le stanze stupefacenti in cui Levante si è trovata altro non sono che la vita nei suoi risvolti più dolorosi ma che riescono sempre a sorprendere, c’era l’immediatezza di cantare questi silenzi che fanno rumore. In copertina una Levante introspettiva che come una bambina irrequieta è scivolata dalla poltrona e guarda allo specchio il suo riflesso scavandosi dentro.

Angela Balboni

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