PINO E GLI ANTICORPI

‘PINO E GLI ANTICORPI’ nascono come trio  negli anni ’70: Roberto Fava, Michele Manca e Stefano Manca. L’arte comica è di casa nella famiglia sassarese dei Manca?

“C’è una vis comica, un vigore allegro partito dall’arguzia di mamma Maria Carmela che fin da ragazzini ci ha introdotto alla comicità facendoci sorridere con i suoi personaggi”.

Dal 2005 avete fatto parte del cast di Colorado.
Com’è scontrarsi con una realtà televisiva di uno sketch da tre minuti e gli spettacoli nelle piazze o nei locali da un’ora e mezza?

“Lo sketch in tv e lo spettacolo in teatro hanno due parametri completamente diversi ma sono entrambi ottimi allenamenti. Condensare in pochi minuti un repertorio convincente e divertente significa togliere il superfluo”.

Visto che quest’anno Sanremo è stato tanto amato quanto discusso, nell’edizione 2016 avete ottenuto il picco di share. A proposito delle ‘tagliatelle di nonna Pina’ qual è la ricetta per piacere come comici al pubblico?

“Follia, spontaneità, un pizzico di realismo, due cucchiai di demistificazione ed una lunga lievitazione”.

Come nasce una battuta comica?…ora che siete un duo ci può essere qualche incompatibilità di intenti tra fratelli?

“Scriviamo insieme, coesistono le idee, interagiamo poi sarà il pubblico a decretare la riuscita di uno spettacolo divertendosi con noi”.

Com’è nato il personaggio di ‘Pino La Lavatrice’?

Seguendo un procedimento scolastico inconsapevole: spesso un personaggio nasce sul palco, lo si sente dentro, appare la sua maschera ed il pubblico comincia conoscerlo ed apprezzarlo“.

Siete reduci della partecipazione come attori al film di Ruffini ‘Fuga di cervelli’ e in quello di Biddau ‘Bianco di Babbudoiu’, ci raccontate un po’ di trama?

“E’ una commedia ambientata nel mondo sardo dell’enologia; ci sono due fratelli, un cognato, una sorella, gestiscono un’azienda ed hanno quindici giorni per salvarla dal fallimento. Tra equivoci, rapporti famigliari alla deriva ed un passivo di 500.000 euro l’unica soluzione è bere un sano bicchiere di bianco di Babbudoiu”.

‘Live in Tokyo’: carrellata di personaggi demenziali a firma teatro comico sardo?


“Sardi lo siamo nell’accento, lo spettacolo è nazionale, ci sarà da divertirsi”.

Ed è proprio così, fin dalle prime battute con filo conduttore il Giappone passando per le peripezie di La Lavatrice nei suoi impossibili tentativi di adeguarsi alla realtà tramite la sua filosofia ‘Non ci sono problemi, tu mi dici quello che devo fare ed io lo faccio, fidati’, al cane Fuffi ed il suo padrone Cosimo, lo sketch di avanspettacolo dell’Alfa Giulietta, Pino e la cremeria, MagoSagazzu, perfino un supereroe in tutina rossa. Con il coinvolgimento del pubblico ben disposto a lasciarsi andare all’ironia, uno spettacolo davvero ‘babbudoiu’.

Angela Balboni

 

 

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