QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO

Collezionando sold out nei teatri italiani ‘QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO’

dal romanzo di KEN KESEY

per la regia di ALESSANDRO GASSMANN

traduzione di GIOVANNI LOMBARDO RADICE e adattamento di MAURIZIO DE GIOVANNI, ha totalizzato oltre 150 repliche. Kesey pubblicò il suo libro nel 1962 dopo aver lavorato come volontario nel reparto di psichiatria di un ospedale per veterani di guerra, in California. La narrazione è affidata al ‘CAPO’ BROMDEN, un ‘gigante mezzosangue indiano’ che si finge sordomuto e soffre di crisi d’identità essendo cresciuto in una sub-cultura in fase di disgregazione; Bromden si concentra principalmente sulle bizzarrie dello sfacciato delinquente RANDLE PATRICK MC MURPHY, detenuto per aggressione e gioco d’azzardo che per sottrarsi alla prigione finge l’infermità mentale al fine di scontare la sua pena in ospedale. Mc Murphy stravolgerà la routine del reparto denotando un comportamento turbolento che neanche sessioni di elettroshock mitigheranno, trasferito nel reparto degli ‘agitati’ una lobotomia lo ridurrà in uno stato vegetativo, in un gesto di pietà il ‘Capo’ lo soffocherà con un cuscino, durante la notte. Nel 1971 DALE WASSERMAN ne realizzò per Broadway un adattamento scenico che costituì la base della sceneggiatura dell’omonimo film di MILOS FORMAN interpretato da JACK NICHOLSON ed entrato nella storia del cinema. Ad oggi la drammaturgia di Wasserman torna in scena trasferendo la storia nel 1982 presso l’ospedale psichiatrico di Aversa, in provincia di Caserta:

l’indiano protagonista di uno dei più struggenti finali di Hollywood diventa

RAMON MACHADO, un ragazzone sudamericano interpretato da GILBERTO GLIOZZI

MC MURPHY – NICHOLSON è

DANIELE RUSSO nei panni di DARIO DANISE. Nella scenografia la ricostruzione di una grande sala della struttura con una porta a vetri sulla destra, un tavolo per giocare a carte, l’ufficio dei medici dal quale SUOR LUCIA (ELISABETTA VALGOI) ordina il silenzio e un ballatoio che mostra le celle in cui sono rinchiusi i malati cronici, sul palco, in basso la grande scritta ‘OSPEDALE PSICHIATRICO’. Il commovente spettacolo con altri attori: MAURO MARINO, MARCO CAVICCHIOLI, GIACOMO ROSSELLI, ALFREDO ANGELICI, GIULIO JANNI, DANIELE MARINO, ANTIMO CASERTANO, GABRIELE GRANITO e GIULIA MERELLI è caratterizzato dall’inconfondibile cifra stilistica elegante ed appassionata che Gassmann da alla sua regia, messinscena personalissima ma fedele alle intenzioni dell’originale. Il Dario – Mc Murphy diretto da Gassmann è un ribelle anticonformista che comprende subito le condizioni al quale sono sottoposti i suoi compagni dell’ospedale, creature vulnerabili, passive ed inerti, diventa paladino nei confronti di un sistema crudele e repressivo affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata ed inconcludente. Il gigante Bromden, nel libro di Kesey, scaglia il pannello di controllo della ‘stanza della vasca’ contro una finestra, tentativo non riuscito da Mc Murphy, l’alter ego Ramon usa la statua della Madonna nella sala dell’ospedale e vittorioso, nella sua sconfitta, scappa, rappresentando altri sconfitti che hanno la forza di alzarsi e riprendersi la propria libertà. Come in altri spettacoli firmati da Gassmann, la scena si svolge sul velatino, mediante proiezione, i vetri in frantumi attuano un gioco di prospettiva e il gigante buono avanza verso il pubblico, si fa sempre più alto e di lui si scorgono solo i piedi.

Anche un frammento della partita di pallone con un Tardelli vittorioso, immaginata dai pazienti a cui è stato negato l’uso della televisione è proiettato con la stessa tecnica.

Angela Balboni

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