SENZA CODA

MARCO MISSIROLI

con il suo romanzo d’esordio ‘SENZA CODA’

ha vinto, nel 2006, il Premio Campiello Opera Prima; senza nessun appesantimento, con una scrittura intensa in terza persona, lasciando intuire i luoghi siciliani della Mafia, fa protagonista Pietro, nella sua forza muta di bambino che con ingenuità reagisce alle cattiverie del mondo adulto tagliando la coda alla lucertola più grande di tutte. Pietro vive in una villa con guardino, ci sono domestici, Nino, il giardiniere a cui è particolarmente affezionato, l’amico fidato Luigi, mamma con i suoi capelli che sanno di buono e che nelle lacrime nasconde i lividi sul corpo e papà che non viaggia più per lavoro, rimane nello studio per commissioni e lo costringe ad assistere alla violenza mostrata in tv. Ci sono poi loro, le lucertole a cui Pietro da la caccia, cattura e ne taglia le code collezionandole e proiettando un universo con bene a male non ancora ben definiti, ma percepiti silenziosamente. Fuori dalla casa, la sorveglianza per il padre che in teoria dovrebbe collaborare con la giustizia ma che, senza che nessuno lo venga a scoprire, consegna a Pietro delle buste bianche sigillate da portare personalmente al boss Carmine. Domandandosi perché non sia il padre stesso a recapitarle, non capendo chi sono i buoni e chi i cattivi e, con la complicità di Luigi, Pietro aprirà le buste scoprendo nomi di persone e danaro che pagherà la loro morte; c’è pure il nome di Nino Marrazzo, il giardiniere, nell’ultima lettera aperta e Pietro lo vede, sotto al lenzuolo bianco, in tv, e quello che scorre è il suo sangue, gli avevano detto che era in vacanza ma su di lui non ha vegliato nemmeno Gesù Bambino che Pietro prega, ogni sera, sperando di crescere un uomo senza ombra alcuna.

Roberta Masi

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