STEFANO CHIODAROLI: acqua, sale e farina, che il PANE sia con voi!

STEFANO CHIODAROLI

è arrivato dalla ‘sua’ Vigevano per uno spettacolo, pendolare del freccia rossa ‘per esigenze di lavoro’ che quotidianamente lo portano in locali, teatri, studi televisivi o cinematografici per proporre i suoi molteplici personaggi. STEFANO CHIODAROLI: comico e attore, né banale, né convenzionale, dal look goth corredato di berretto e tatuaggi ‘a vista’ ci e si racconta all’Einstein Journal.

Stefano, come nasce il ‘panettiere’, perennemente incazzato con la moglie Piera e le tasse che non gli danno tregua, in debito di sonno e di savoir faire?

“Da ragazzo lavoravo come rappresentante per un grossista di alimentari, consegnavo prodotti ai forni, realmente ho conosciuto dozzine di panettieri incazzati con il mondo, inoltre di notte, di ritorno da locali in compagnia di amici ci si fermava per le focacce appena sfornate dagli stessi fornai sempre incazzati”.

Cos’è la COMICITA’ per STEFANO CHIODAROLI?

“Fa parte di ognuno di noi, la si esprime in modi diversi non ordinari. Ripetendola e riproponendola nasce il mestiere del comico”.

Nella sit ‘Belli dentro’ girata nella realtà carceraria di San Vittore eri Mariano, ladro di macchine dal cuore d’oro. Com’è il connubio del lavoro a fianco di colleghe  attrici per un attore maschio?

“Siamo soprattutto colleghi, non c’entra di che sesso siamo, in scena difetti e qualità non hanno genere”.

Il burbero panettiere, il millantatore mago Abat-Jour, il fotomodello Ornello, il celtico e spaccone Tempesta Ormonale: questi alcuni dei personaggi portati sul palco da STEFANO CHIODAROLI: caratteristiche che li accomunano? spesso la comicità sul palco è il capovolgimento anche estremo della routine, chi è STEFANO CHIODAROLI nella vita di tutti i giorni?

“Non è tanto necessario rappresentare la realtà, ho sempre desiderato esprimere arbitrariamente quello che al momento mi suggeriva il mio essere, i miei personaggi sono maschere di una parte di me, non la nascondono, anzi ne svelano le velature”.

Tra i films per il grande schermo hai girato ‘La terza stella’ con Ale & Franz: cosa impone e cosa concede un set cinematografico?

“Nel cinema ci sono grandi attese, certo che la pellicola rende indimenticabili valorizzando l’immagine di un attore, cosa che in TV, al contrario viene consumata”.

DIEGO ABATANTUONO: amico/collega?

“Entrambi ed anche di più. Diego: figura comica e figura drammatica, mecenate e mito ispiratore”.

E’ di sintonia e di rispetto reciproco il rapporto che si crea in una realtà televisiva all’interno di un programma con un cast numeroso?

“Non sempre, talvolta si rischia di diventare i servi scemi di brand troppo personali. Preferisco partecipare a programmi che salvaguardino la mia identità ed il mio peculiare contributo artistico”.

‘Sganassau’, ‘Cialtronight’: laboratori?…spettacoli semiseri?…improvvisazione?…serata tra amici?

C’è spazio per tutto e per tutti, la magia sta nel trovare l’equilibrio”.

STEFANO: progetti imminenti artistici?

“Attualmente il mio ebook ‘Caffè D’oppio’ (pensieri e componimenti bye Chiodaroli), in primavera sarò protagonista per la regia di Pasquale Marrazzo del film ‘Devi dirlo fortissimo’”.
Angela Balboni

 

 

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