VORREI ESSERE FIGLIO DI UN UOMO FELICE Gioele Dix

Il suo nome è DAVID OTTOLENGHI

ma in TV lo conosciamo come GIOELE DIX

noto per il personaggio zelighiano dell’automobilista ‘incazzato come una bestia’. Negli ultimi anni è stato protagonista di vari impegni cinematografici e televisivi, spettacoli teatrali tra cui

‘Il malato immaginario’ di Moliere, ‘Nascosto dove c’è più luce’, ‘Dixplay’, ‘Tutta colpa di Garibaldi’, regie per Hendel, Covatta/Iacchetti, Lastrico, Oblivion ed autore di sei pubblicazioni tra cui

‘Si vede che era destino’, del 2010. Nello spettacolo

‘VORREI ESSERE FIGLIO DI UN UOMO FELICE’, il poliedrico attore esplora il complesso mondo delle relazioni spesso faticose e dolorose tra padri e figli partendo dal racconto dei racconti: l’ODESSEA in una camminata all’interno del greco antico, tra suggestioni colte, parafrasi, commenti critici e rimandi alla contemporaneità tanto ironica quanto reale. Gioele Dix rievoca i primi quattro canti del capolavoro di OMERO in cui si narra il viaggio iniziatico di TELEMACO per uscire dall’ombra e diventare uomo alla ricerca di un genitore che non ha mai conosciuto, da Itaca verso Pilo, poi Sparta, in un percorso tra terra e mare che gli riserverà incontri con personaggi come la maga CIRCE, il ciclope POLIFEMO, la dea CALIPSO; alla fine il figlio troverà il padre suggellando quell’affetto che il primo ha negli anni cercato di conquistarsi dal secondo. Donando la leggerezza ad un testo letterario, arricchendolo di semplice e vivace comicità, tra riferimenti a PAUL AUSTER, MILAN KUNDERA e GIORGIO GABER con il quale apre lo spettacolo sulle note di ‘I Borghesi’, Dix omaggia il suo pubblico di un recital intelligente, documentato, che fa sorridere ma anche riflettere.

Angela Balboni

 

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