5 CENTIMETRI AL SECONDO

Premiato per la capacità di coniugare poesia, arte e perizia tecnica, disegno animato e nuove tecnologie, ‘5 CENTIMETRI AL SECONDO’ è un film d’animazione giapponese, ideato e diretto da Makoto Shinkai,

suddiviso in tre episodi incentrati su tre momenti diversi della vita dei due personaggi principali Takaki e Akari, che, da una semplice amicizia infantile, li legherà un amore speciale ed intenso, mai vissuto interamente per via della lontananza l’uno dall’altra. Il titolo, ‘5 centimetri al secondo’, come si deduce da uno dei dialoghi del film, si riferisce alla velocità con cui i petali di ciliegio

cadono al suolo.
‘FIORI DI CILIEGIO’: alle elementari, Takaki Tono e Akari Shinohara diventano ottimi amici;

spesso coinvolti assieme in attività ricreative e nel tempo libero, vengono derisi dai compagni, da cui si escludono.

Successivamente, Akari si sposterà a Tochigi per continuare gli studi, e Takaki, a Tokyo. I due si scriveranno ma il ragazzo, appreso di doversi di nuovo trasferire nella lontana Kagoshima, deciderà di far visita ad Akari

prima di partire. Il viaggio in treno, a causa della neve, sarà complesso;

arrivato a destinazione con ore di ritardo, Akari sarà comunque ad attenderlo.

Takaki e Akari sigillano il proprio amore con un bacio per lasciare che il giorno dopo le strade

si tornino a dividere.
‘COSMONAUTA’:Takaki è al terzo anno di superiori e Kanae Sumita vorrebbe confessargli il suo amore. I due ragazzi si fermano ogni giorno in negozio, per una bibita,

osservano stupefatti un razzo partito per lo spazio dalla vicina base militare,

ma, nel cuore di Takaki c’è posto solo per Akari.
‘5 CENTIMETRI AL SECONDO’: Nella Tokyo del 2008, Takaki è adulto ed è diventato programmatore di computer, con nostalgia pensa ad Akari

e non riesce a provare emozioni, a costruire un rapporto sentimentale con un’altra donna. Ad un passaggio a livello, casualmente la vedrà

ma Akari non lo riconosce; con il ricordo di un amore adolescenziale, Takaki dovrà concentrarsi solo sul suo futuro.

Roberta Masi

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