A UN PASSO DA UN MONDO PERFETTO

Anno 1944: Iris è tedesca, ha undici anni e vive indirettamente lo sterminio degli ebrei, in quanto il padre è un capitano delle SS di Hitler. Mamma Witta, fino a qualche anno prima le ha fatto da insegnante privata, poi è arrivata Helga alla quale la ragazzina si è particolarmente affezionata. La promozione del padre porta la famiglia Hammer a Berlino, in una casa con un grande giardino, una cuoca, una cameriera  ed un giardiniere che aiuterà Witta a prendersi cura dei fiori: l’uomo è magrissimo, veste una divisa a righe, tiene sempre lo sguardo basso ed è considerato da tutti una nullità. Di lui Iris sa che arriva da un campo prigionia, per tornarvi dopo il tramonto, ma non le riesce di comprendere di quali colpe sia accusato e perché dovrebbe odiarlo anche lei. Tra i due nasce invece un’amicizia caritatevole, fatta di frasi fugaci e gesti nascosti: un tozzo di pane e un po’ di cioccolata ad un volto che sa di fame, in cambio di bozzetti disegnati a matita, custoditi in un cassetto di cui nessuno sa l’esistenza, in una credenza bianca del capanno attrezzi, perché Ivano  Cremona (l’ebreo) è un ritrattista, ha moglie e una figlia nata da poco che spera un giorno di poter abbracciare. Altra amicizia importante, per Iris, vissuta in modo diverso, tra coetanei curiosi verso il ‘mondo dei grandi’, sarà con Gerolf, figlio del meccanico del paese. Adam Joel è un professore di letteratura all’Università di Berlino, è ebreo, ha famiglia, e, per fuggire alla Seconda Guerra Mondiale si è rifugiato dai parenti a Londra. La stesura di un libro sull’antisemitismo dei nazisti in Germania lo porterà al cassetto segreto della vecchia credenza bianca, a Iris, viva in Australia e ad Ivano, scampato al genocidio, in Italia, perché la loro amicizia si ritrovi, dove anni prima era ‘A UN PASSO DA UN MONDO PERFETTO’.

Daniela Palumbo è giornalista e scrittrice. Ha pubblicato il suo primo libro nel 1998, vincendo il Premio di letteratura per ragazzi ‘Il battello a vapore’ a cui sono seguiti, negli anni, altri riconoscimenti.  



 

Roberta Masi

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