ALE E FRANZ

ALE (Alessandro Besentini) e FRANZ (Francesco Villa)

duo comico da un ventennio, sui palchi di Zelig, Mai dire gol, Buona la prima, al cinema come attori e nel doppiaggio, nei teatri più prestigiosi dello stivale con i loro sketch ed anche ‘fra le stelle’ con l’asteroide 15379 alla quale è stato dato il loro nome (Alefranz).

Come nasce la famosissima ‘panchina’ di Ale e Franz?

“Preparando il nostro secondo spettacolo ‘Due e venti’, tra il 2001 e il 2002, abbiamo improvvisato quella situazione notando che ne uscivano battute simpatiche e divertenti, nel tempo sviluppate fino a plasmare l’incontro con la ‘panchina’ di oggi!”.

In tournee con ‘Nel nostro piccolo’ ricordando Gaber e Jannacci: come li avete vissuti, da milanesi, davanti ad un bicchiere di vino e una chitarra?

“La domanda ha già la sua risposta: ‘Gaber, Jannacci e noi…davanti ad un bicchiere di vino e una chitarra!!!”.

Tra i laboratori al Caffè Teatro, le prime apparizioni in tv, poi al cinema e gli spettacoli che si andavano intensificando, cos’è che Franz non sopportava di Ale e viceversa?

“Come duo artistico, se non ci fossimo sopportati non saremmo arrivati alle apparizioni in tv, agli spettacoli in teatro, al cinema!”.

La vis comica, in un duo attoriale, si basa sul rapporto asimmetrico degli stessi, che sia fisico o sulle personalità: Ale, la irrita che i suoi ‘capelli’ siano, da anni, ‘oggetto di scena’ negli sketch?

“…chiameremo il prossimo spettacolo ‘Ma come porti i capelli, Alessandro’ “(ironizza l’artista).

Come nasce il vostro nome d’arte?

“Era la nostra prima data ufficiale, come duo, sul palco del Caffè Teatro di Verghera, e il direttore artistico Maurizio Castiglioni ci chiese: ‘Cosa faccio scrivere sui manifesti della vostra serata?’ ..ed è così che nacque il nome d’arte ‘Ale e Franz'”.

E’ una ‘leggenda metropolitana’ che, nella vita di tutti i giorni, un comico sia triste?

“Non propriamente triste, diciamo con la voglia di provare altre emozioni che non siano il riso fatto per lavoro sul palco, tante ore al giorno, anche se la professione la si ama!”.

Cos’ha di magico l’Inter da preferirlo al Milan? (lo chiediamo ad Ale!)

“La squadra del cuore è una scelta che si fa da bambini. Ricordo ancora la grande emozione che fu, a sei anni, andare la prima volta allo stadio, a San Siro per Inter/Catanzaro, con mio padre”.

Cos’ha di magico il Milan da preferirlo all’Inter? (lo chiediamo a Franz!)

“Anche per me, il Milan, è una passione calcistica da padre in figlio!”.

Com’è entrata Spritz, l’amica a quattro zampe, nella vita artistica di Ale e Franz?

“L’abbiamo adottata e spesso ci segue in tour…vorremmo farla debuttare…sulla panchina con Ale e Franz”.

Cosa ne dice, di Ale e Franz versione ‘cantanti’, Enrico Ruggeri, a cui avete ‘preso in prestito’ i musicisti che da sempre lo hanno accompagnato nei concerti?

“Il nostro impatto con gli strumenti musicali è partito anni fa, Ale suona la chitarra e io le tastiere – spiega Franz – siamo molto grati a Ruggeri per averci spronati in questo bellissimo percorso ed omaggio a due altrettanto grandi artisti quali Gaber e Jannacci”.

Angela Balboni

 

 

 

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