ANIMALI DA BAR

Massimiliano Setti, Gabriele Di Luca e Luisa Supino, della Compagnia Carrozzeria Orfeo  

sono autori, registi ed interpreti dei propri spettacoli dei quali curano anche la composizione delle musiche originali; il teatro che propongono è popolare, le storie raccontate, pur nell’assurdo assoluto, si attengono al quotidiano, i personaggi incarnano i meno accettati dalla società, dalle solitudini incolmabili e difficilmente felici della vita e la poetica risiede su un fragile confine dove, all’improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare. Quattro ‘animali da bar’:

Milo Cerruti (imprenditore depresso che gestisce un’azienda di pompe funebri per animali di piccola taglia), ‘sciacallo’ (saccheggiatore, zoppo e bipolare, di case appartenute ad un defunto), ‘colpo di frusta’ (buddista incapace, vessato dalla moglie) e Swarovski (scrittore alcolizzato che, senza ispirazione deve scrivere, su contratto della casa editrice, un romanzo sulla Grande Guerra) si ritrovano al bancone per rincorrere i loro piccoli squallidi sogni, mentre il ventre ‘in affitto’ della barista ucraina Mirka si prepara alla vita

aspettando la morte del vecchio e malato padrone dei muri del locale, che, nella voce fuori campo di Alessandro Haber si mostra infastidito da varie cose tra cui le genti cinesi. Dall’impossibilità di creare relazioni affettive, alle difficoltà del vivere, alla mercificazione di ogni sentimento, gli argomenti tra una birra e l’altra e l’orinatoio si proiettano verso una denuncia all’abiezione, con possibilità di riscatto. Ad un tavolino del bar, una donna, terminato il lavoro, un uomo fragile ed una mela ciascuno nella propria mano  

ad aspettarsi un futuro comunque speranzoso. Mentre Swarovski si scopre essere autore del copione che tutti i personaggi, sul palco, stanno consapevolmente recitando, al bancone, animali allo sbando  

a confrontarsi gli animi.

Foto: Laila Pozzo

Angela Balboni

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