CAFARNAO

Premiato al Festival di Cannes 2018

e candidato all’Oscar, al Cesar, al Golden Globes, al BATFA, Nadine Labaki

è alla sua terza prova sul lungometraggio. ‘CAFARNAO’
‘CAPHARNAUM’

definisce un luogo disordinato e confusionario come la lavagna su cui la regista ha scritto i temi trattati nel film medesimo: la Dichiarazione dei Diritti dei Bambini, il maltrattamento dei minori, il ruolo genitoriale, le migrazioni, i documenti individuali per venire considerati esseri umani. Portando la sceneggiatura alle estreme conseguenze, il cast degli attori, dal più piccolo, agli adulti, ha voluto sotto ai riflettori, che ognuno di essi arrivasse da una propria esclusione sociale. Dodicenne, in una famiglia numerosa e in gravi difficoltà economiche, Zaid

non può frequentare la scuola, lavorando e dovendosi occupare dei fratellini, in particolar modo della sorella undicenne che andrà, per volere dei genitori, in sposa ad un uomo più grande di lei. Per vendicarne la morte per emorragia, al parto, Zaid ucciderà il cognato venendo arrestato.

In prigione, la sua sensibilità, il ritrovarsi giorno dopo giorno a vivere nella miseria, in un mondo non a ‘misura di bambino’, lo porterà a gridare, a quelle stesse genti, le sue sofferenze e quelle di tanti altri piccoli individui, venuti alla luce, per poi essere lasciati al loro destino, senza affetti né protezione alcuna. Zaid, in tribunale, denuncerà i genitori per aver deciso di farlo nascere.

Roberta Masi

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