CANOA/KAYAK Daniele Molmenti

Con il termine ‘canoa/kayak’ vengono raggruppati tipi di imbarcazioni sportive manovrate con pagaia

non collegata allo scafo da vincolo meccanico. L’idea di usare la canoa per svago o sport è attribuita all’esploratore John MacGregor

che navigò corsi d’acqua in Europa, Medio Oriente e Regno Unito, descrivendoli nel famoso libro ‘Mille miglia nella canoa Rob Roy’.

La canoa entrò a far parte degli sport olimpici

dai giochi di Berlino del 1936. In Italia, nel 1987, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha riconosciuto ufficialmente la Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK).

Esistono tipi di imbarcazioni, a seconda del numero di equipaggio e tipo di canoa: K1 (kayak monoposto), K2 (kayak biposto), K4 (a quattro posti), C1 (canadese monoposto), C2 (canadese biposto), C4 (canadese a quattro posti). Come per altri sport, ci sono specialità individuali, di gruppo e di squadra: velocità, discesa, alto corso, polo, slalom

legate al campo di gara: su acque piatte, su acque bianche o in mare aperto.

Daniele Molmenti: personalità avvincente, qualità umane e determinazione….quando le rapide dei fiumi rappresentano lo scorrere della vita….

Mi è sempre piaciuta la metafora del fiume: viverlo, come la natura stessa, da dentro, apre gli occhi ed il cuore e ogni onda da superare diventa le difficoltà della vita che non si possono evitare, ma vanno viste per tempo, agganciate e prese con slancio per andare avanti sempre più velocemente e nel modo migliore“.

Canoa VS Kayak….

La canoa deriva dalla tradizione dei nativi americani, si pagaia in ginocchio con una mono-pala; nel kayak, portato dal popolo esquimese si è seduti e si usa una pagaia a due pale, è una disciplina più facile da imparare, io ho iniziato col kayak proseguendo negli anni“.

Daniele Molmenti, 2003/2013, dieci edizioni come vincitore delle selezioni nazionali assolute come primo italiano: qualche ‘regola/consiglio’ del canoista esemplare?

Trasformare i propri sogni in obbiettivi, chiari e concreti. Ogni obbiettivo tangibile si può costruire con metodo e allenarsi con metodo porta sicuramente a risultati positivi“.

Cosa ha rappresentato la vittoria olimpica del 1° agosto 2012, giorno del suo ventottesimo compleanno?

Un gran bel regalo di compleanno! Scherzi a parte, è stata la dimostrazione che anche un ragazzo di provincia, con tanta volontà e dedizione ha potuto raggiungere i suoi obbiettivi. Ho lavorato molto per meritarmi quella medaglia, senza dare nulla per scontato, imparando ad essere campione prima della gara e più degli altri atleti“.

Canoa K1 VS Canoa K1 a squadre….

Io sono un ‘lupo solitario’, ma vincere un mondiale a squadre è stata una grande emozione. Nonostante qualche screzio caratteriale fra i membri della squadra, siamo stati impeccabili in un gioco professionale di precisione e forza“.

Cos’è la ‘scala WW’?

I fiumi hanno una scala di difficoltà che va dal I° al VI° grado dove il primo, è caratterizzato da acqua ferma, mentre al sesto corrispondono alcuni torrenti che necessitano di tecniche importanti. Le gare di slalom si svolgono su tracciati, in fiumi o canali, dalle difficoltà III°/IV° grado“.

La preparazione sportiva di un atleta di sport acquatici….

Praticando canoa serve molta forza fisica e la si sviluppa con attività di palestra. Poi questa forza, in acqua, allena la sensibilità creando metodiche tra il gioco e l’astratto. Il giusto equilibrio tra forza e tecnica, basato sulle caratteristiche del tracciato di gara, fa la differenza“.

Tra le onorificenze, il Collare d’oro al merito sportivo….

E’ la più alta onorificenza del CONI, che tengo esposta, fra le altre, con orgoglio: un bel traguardo per uno sportivo!”.

Com’è stato passare da atleta ad allenatore?

Un passaggio dovuto, a ringraziamento di quanto la Federazione Canoa ha fatto per il mio percorso sportivo e un’esperienza tale da non serbare solo per me, ma portare ai giovani atleti che alleno, dandogli le giuste motivazioni e svelando qualche ‘trucco’ del mestiere“.

Angela Balboni

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