COLORBLADE Leaders of time

L’onda reggae, che tra gli anni ’80 e ’90 ha attraversato l’Italia, non ha lasciato tangibili, ad oggi, solo generi come l’indie: nel nord dello stivale quel movimento musicale ha creato solide radici e, per quanto riguarda le Marche, i ritmi di Kingston coinvolgono un pubblico appassionato verso i suoni dei COLORBLADE:

ALESSIO SANTONI alla chitarra e voce, RAFFAELE CIMICA al sax e tastiere, MATTEO TORDINI al basso e MICHELE LELLI alla batteria.

Roots, reggae, dub, da cosa parte l’impegno nello scegliere, registrare e suonare sul palco un certo genere musicale?

“L’intenzione dei Colorblade è portare avanti un progetto indipendente: c’è la sperimentazione che parte dal reggae puro per andare a sfiorare il folk e il funky, l’impatto della chitarra acustica, la potenza del basso, il tappeto di suoni tra sax e tastiere e la scelta di cantare in inglese per un affiatamento con la lingua, un modo di esprimersi spontaneo, capace di esprimere l’arte per quello che è”.

Cosa vi hanno lasciato le esperienze in altre formazioni?

“Sicuramente un’ottima preparazione per quanto riguarda i live. Alessio e Raffaele hanno fatto parte dei RUBBA DUBBA

Matteo e Raffaele suonano ad oggi nei BILLY BALLA REGGAE

Tordini era il bassista dei La Rua“.

Nei vostri video, utilizzate il disegno in movimento, lo curate voi?

“Alessio considera l’arte visiva alla pari della musica ed è ideatore di realizzazioni come per ‘Travels by bus’ mentre per ‘Dumb Daddy’, due bimbi sono stati lasciati liberi di esprimersi nei colori e forme partendo dalla loro fantasia, sono stati fotografati i musicisti e, a loro insaputa e gioia, fatti catapultare in un mondo infantile”.

Com’è nato il vostro primo lavoro in studio?

“La copertina è in bianco e nero. Partendo da un’attitudine live-acustica, con testi curati interamente da Alessio, che spaziano dall’amore alle tematiche sociali, alle ‘ferite’ e ai momenti di felicità che la vita riserva, non ci siamo posti limiti a livello stilistico”.

YouTube, Napster, Spotify, Deezer, sono tanti i servizi musicali digitali per ascoltare la propria colonna sonora: quali sono, a voce di chi lo fa con passione, le fasi per realizzare un lavoro discografico?

“Si inizia con gli arrangiamenti, la scelta dei brani che faranno parte dell’album, la registrazione degli strumenti anche separatamente, il mixaggio e il Mastering”.

‘LEADERS OF TIME’ in una frase…

“Copertina a colori, sonorità elettroniche, variabilità per percorso di ricerca e messaggio volto alla ricerca di un mondo migliore, reagendo positivamente e affrontando le avversità.

La batteria è stata registrata con ventiquattro microfoni, per poter scegliere in base a varie tracce di suono. Il finale di ‘For my heady girl’ assembla tre assoli di sax registrati in un capannone, per il riverbero.

Partendo dal quadro di Cezanne ‘I giocatori di carte’ per passare a ‘I giocatori di scacchi’ di Duchamp, nella copertina un astronauta ed una scimmia, antipodi dell’essenza umana, in un gioco, cerebrale, a tempo“.

Dove vi porterà/vorreste vi porti la vostra musica?

“Il desiderio è suonare a livello nazionale, con la priorità di non stravolgere la nostra freschezza di suoni, perché fare musica è anche essere se stessi”.

Angela Balboni

 

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