COUS COUS KLAN

Tra realtà e assurdo, ironia e tragicità, mediante dialoghi portati all’eccesso e politicamente scorretti, il Collettivo Carrozzeria Orfeo

dirige il proprio recitato in un confine fragile dove all’improvviso tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare. Alla base della poetica, c’è la ricerca costante di avvicinare teatro fisico e drammaturgia legata a tematiche contemporanee, fotografando un’umanità instabile, nevrotica, debole, attraverso l’occhio divertito dei personaggi che racconta.

‘COUS COUS KLAN’

per la regia di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi

vede un divario tra gente ricca, che vive in città recintate da filo spinato e sorvegliate da telecamere di sicurezza e poveri che, come la micro comunità di senzatetto, in scena, alloggiano in spazi degradati. Da anni, acque di laghi, fiumi e sorgenti sono state privatizzate dal governo; inoltre, la scarsità di alimenti, crea continue lotte alla sopravvivenza. Dietro ad un cimitero, in un paio di roulotte fatiscenti, vivono tre fratelli orfani: Caio (Massimiliano Setti)

ex prete nichilista e depresso, Achille (Alessandro Tedeschi)

malato cognitivo ed omosessuale in attesa del primo amore e Olga (Beatrice Schiros)

obesa, con un occhio solo, desiderosa di diventare madre; Mezzaluna (Pier Luigi Pasino)

è un musulmano immigrato che seppellisce rifiuti tossici per un’associazione criminale e lavora come ambulante. A peggiorarne i conflitti interpersonali si aggiungerà il maturo borghese Aldo (Alessandro Federico)

reduce da una sbandata con una minorenne e conseguenti problemi con la moglie tradita, tale da essere costretto a vivere in strada. Mutamenti psicologici dei reietti, speranze di rivalsa e di un futuro più accettabile, scaturiranno dalla ribellione e dal mistero della figura di Nina (Angela Ciaburri)

anima sospesa tra verità e ombra.

Angela Balboni

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