DAVID RIONDINO

Il primo lavoro discografico (1979)…



“Avevo un po’ più di vent’anni
e abitavo a Milano dove i contatti con la discografia erano agevoli. E’ stata un’esperienza tra casualità e voglia di esprimermi a livello cantautorale”.

Lo Zelig per David Riondino ventiduenne…

“…un punto d’incontro per quel gruppo di artisti popolari (in riferimento alla Scuola di Jannacci) che non si identificavano con la ‘Milano da bere”.

La satira, la controcultura e il teatro canzone…

“Il teatro-canzone unisce il racconto alla melodia ed è una definizione creata da Gaber che, con grande capacità, è riuscito a portare quest’arte nel cartellone dei teatri nazionali. La satira è un’attenzione critica alla società, mostrandone le contraddizioni. Nella controcultura i modelli si oppongono a quelli tradizionali”.

‘Chiamatemi Kowalski’ a teatro con Paolo Rossi…

“Il copione prevedeva un repertorio da entrambi, un po’ come scegliere il re e la regina da un mazzo di carte miste: un viaggio tra ricordi passati e presente scomodo, visioni futuribili su un testo esilarante e geniale a regia di Gabriele Salvatores; musicisti Marco Bigi alle tastiere e Roberto Coppolecchia al sax. Il ‘Kowalski’ del titolo si riferisce al cognome della nonna istriana di Paolo Rossi”.

Il Don Chisciotte di Cervantes visto da Riondino e Vergassola…

“Vergassola è un comico ed attore eccezionale, affettivamente è un po’ un cugino acquisito, residente a La Spezia come mio padre. Abbiamo realizzato insieme varie cose, in ottimo connubio. Nello spettacolo io rappresento la figura di quello serio, lui, nella sua inventiva, quello che vorrebbe fare tutt’altro che essere lì sul palco: questo coinvolge e diverte il pubblico”.

‘Troppo sole’ …a Sanremo, con Sabina Guzzanti

“Sabina è un’artista di grande talento: presentandoci al pubblico sanremese come una tribù indiana composta da numerosi performer, lo show comprendeva un rituale sciamanico contro gli spiriti maligni”.

Riondino sceneggiatore/regista: ‘Cuba Libre – velocipedi ai tropici’
…(1997)



“In occasione del Festival del Cinema dell’Avana, alcuni italiani partono per l’isola caraibica: David vuole girare con una telecamera un film sul parallelismo tra la Roma del dopo guerra e l’Avana di quegli anni, Antonio vuole realizzare un servizio fotografico con la modella Tatiana, Monica dona a ragazzi di una scuola, quaderni nuovi raccolti da volontari, Paolo vuole una vita diversa dalla routine di casa”.

I linguaggi di David Riondino: ‘la perfetta commistione tra musica, scrittura e disegno’

“Sfuggendo ai comuni cliché artistici, seguo un percorso di trasversalità, alternando ritmi e linguaggi e fondendo piani di comunicazione narrativo, visivo e musicale, collaborando con grafici e disegnatori. Una delle ultime fatiche è lo spettacolo conferenza con Milo Manara dove i suoi disegni vengono proiettati su grande schermo”.

David Riondino, Flavio Oreglio e i Musicomedians…

“Flavio è un artista di pregio con cui è un piacere collaborare: l’ultimo spettacolo realizzato insieme ‘ è ‘Cabaret concerto’, incontro di libero pensiero, per parlare di storia e di memoria, di politica e di tradizioni, di cultura e di società, valorizzando i linguaggi della canzone d’autore, della poesia e del monologo, venati, a tratti, da umorismo e satira”.

Angela Balboni

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