DIARIO DI BORDO del CAFFE’ TEATRO Silvio Orlando

Così metodico, così intransigente, così capace professionalmente da aggiudicarsi, nella sua carriera, due David di Donatello, due Nastri d’Argento, un Globo d’Oro, due Ciak d’Oro, la Coppa Volpi per Miglior interpretazione maschile, il Premio Pasinetti al Miglior attore;

l’aveva capito subito, Maurizio Castiglioni del Caffè Teatro che Silvio Orlando sarebbe diventato un grandissimo attore. Nel 1985 faceva parte dei ‘nuovi comici’ formati per mano di Gabriele Salvatores

dal ’72 fondatore del Teatro dell’Elfo, a Milano. Il regista portò in scena le aspirazioni di un gruppo di promettenti cabarettisti, allievi di un ex attore politicamente impegnato, alle prese con un provino che avrebbe potuto cambiare le loro vite, nel testo ‘Comedians’

di Trevor Griffiths, adattato da Gino & Michele, con cast:

Paolo Rossi, Claudio Bisio, Silvio Orlando, Antonio Catania, Gigio Alberti, Bebo Storti, Renato Sarti, Gianni Palladino, Luca Torracca, Roberto Vezzoli. Parte degli attori, tra cui lo stesso Orlando

partecipò al secondo film di Salvatores ‘Kamikazen- ultima notte a Milano’, ispirato alla versione teatrale italiana di ‘Comedians’. Nell”88, Silvio Orlando era nel cast della sit-com ‘Zanzibar’

diretta da Marco Mattolini con musiche di David Riondino, nei panni di Domenico Tagliuti, tranviere napoletano tifoso di Maradona. “Silvio stava portando sul palco del Caffè Teatro, fine anni ’80, uno spettacolo ancora da sviluppare – ricorda Maurizio Castiglioni – il pubblico lo aveva applaudito calorosamente e l’interpretazione era riuscita benissimo, chi era rimasto al locale avrebbe voluto complimentarsi con lui, ma, nella sua perfezione attoriale, qualcosa dentro di lui non lo soddisfaceva e, seduto, in cucina, su di una cassa dell’acqua, vuota, ripeteva ‘Maurizio, scusami, è stato un vero disastro!’ e non c’è stato verso di riportarlo sul palco per gli apprezzamenti finali”.

La redazione

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