DIVORARE IL CIELO

Se dieci anni fa, Mattia ed Alice erano i protagonisti ‘strettamente uniti eppure invincibilmente divisi’ di ‘LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI’

ad oggi, Bern, Teresa, Tommaso, Giuliana, Nicola, Corinne e Violalibera sono quelli di ‘DIVORARE IL CIELO’

di Paolo Giordano

nato dalla nostalgia di un’idea assoluta che sveli il mondo. Fulcro del libro, attraverso la voce e lo sguardo di Teresa, a partire dai suoi quattordici anni, in una storia che ne percorre altri venti, si materializza una masseria pugliese immersa fra gli ulivi. Dal grigiore di Torino, ospite in casa della nonna, a Speziale, in provincia di Brindisi, per trascorrere l’estate, Teresa scorge, una notte, sentendo dei rumori in giardino, tre sagome di corpi maschili nudi che fanno il bagno, di nascosto, nella piscina. I ragazzi sono fratelli non di sangue (Bern e Tommaso): farà la loro conoscenza il giorno seguente, quando si scuseranno per aver fatto irruzione nella proprietà. Agli occhi di Teresa, sembreranno liberi e selvaggi, e le loro essenze, un forte veicolo di aspirazione al cielo. Vivono in una specie di comune, gestita da Cesare e Floriana (genitori di Nicola) che lavorano la terra e sono fedeli di Dio, coltivano e si cibano di alimenti biologici e non hanno l’elettricità. Estate dopo estate Teresa diventa parte di quella masseria, ‘sorella’ dei tre coetanei, innamorandosi totalmente del più inquieto, Bern, in un”oceano di devozione eterno’. Al funerale della nonna di Teresa, la ragazza rivede Bern e, lasciata l’università, resta con lui alla masseria. I due si sposeranno, speranzosi di avere un figlio mediante l’inseminazione artificiale. Ci sarà un viaggio in Islanda, ma il sentimento, quello che non sfiorirà mai, sarà quello adolescenziale, nel giro di stagioni, a tratti malinconico, dal potente ciclo esistenziale.

Roberta Masi

 

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