EDWARD MANI DI FORBICE

Segnando una più stretta collaborazione tra il regista Tim Burton

l’attore Johnny Deep

e il compositore Danny Elfman

‘EDWARD MANI DI FORBICE’ (‘EDWARD SCISSORHANDS’)

è un film del 1990, fiaba drammatica senza tempo, sui valori dell’amicizia e sugli stereotipi della classica famiglia americana (padre/madre/figlia/figlio). Nella prima scena, un’anziana signora racconta alla nipotina la storia di Edward mani di forbice, un ragazzo artificiale

al quale, uno scienziato, suo costruttore, non riesce, prima di morire, ad istallare un paio di mani umane,

gli rimangono delle lunghe lame affilate, che lo costringono, vergognandosene, ad isolarsi nel suo castello gotico, in cima alla collina.

Anni dopo, la rappresentante di cosmesi Peggy Boggs,

nonostante l’aspetto intimidatorio del ragazzo, decide di ospitarlo in casa sua, colorata villetta di un sobborgo della Florida.

Edward stringe una sincera amicizia con il figlio minore della donna, Kevin,

con il marito Bill

e si innamora perdutamente della figlia adolescente, Kim (interpretata da Winona Ryder).

Sfruttando la potenzialità di possedere delle forbici al posto delle mani, il ragazzo artificiale si rivela abilissimo nel creare sculture vegetali con cespugli

ed in seguito applicherà questo suo talento anche per realizzare tagli di capelli a Peggy

e alle sue amiche. La diversità di Edward e il suo desiderio di cercare comunque di integrarsi, provocherà forti reazioni di antipatia da parte della fanatica religiosa Esmeralda

e della signora Joyce Monroe

vicina snob di casa di Peggy, che proporrà di aprire un salone di bellezza con lui, solo per servirsene come fonte di alti guadagni. Jim

fidanzato di Kim, desideroso di comprarsi un furgone nuovo, si approfitterà dell’ingenuità di Edward, facendogli aprire, con le sue lame, le porte della villa dei genitori, per rubare un po’ di soldi: il malcapitato verrà arrestato, anche se, un esame psicologico lo riterrà non in grado di riconoscere chiaramente tra bene e male.

Evitato da chi prima lo stimava, ma sempre nelle grazie della famiglia Boggs, le lame di Edward continueranno a ferire involontariamente sia Kim, che Kevin, che Jim. Per dichiararsi alla giovane Boggs, Edward scolpirà una statua di ghiaccio a forma di angelo

e la ragazza, sotto ad un getto di neve gelata danzerà affascinata

dalla dolcezza del ragazzo artificiale e del suo cuore puro.

Rompendo il fidanzamento con Jim, quest’ultimo, armato di pistola, si reca al castello dove Edward è tornato, ma saranno ancora una volta le lame a rendere giustizia: mostrando ai curiosi, un pezzo di ricambio del corpo di Edward, Kim dirà che i due ragazzi si sono uccisi a vicenda, mentre un bacio d’addio

scambierà una promessa d’amore, eterna. L’anziana signora

che narra la storia di Edward si rivela essere Kim: da allora non ha mai più rivisto l’amato, che, immortale, vive nel suo castello e che, ogni inverno le appare, con le sue statue di ghiaccio che scolpisce e che formano batuffoli di neve sotto il quale

ballare felice.

Edith Gasparini

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