EUGENIO IN VIA DI GIOIA

‘EUGENIO IN VIA DI GIOIA’: da cosa deriva il nome della vostra band?

“Dall’unione dei nomi ‘Eugenio’ (Cesaro), (Emanuele) ‘Via’ e (Paolo) ‘Di Gioia’ (che siamo noi); mancando un riferimento al batterista (Lorenzo Federici) ha titolato il nostro primo lavoro discografico”.

La vostra musica nasce dalla tradizione delle balere, dello swing e del folk: come ci si avvicina ad un determinato genere?

“Più che per attitudine, utilizzando una strumentazione acustica che ci permette di proporci live in svariati contesti, per esigenza. Ultimamente, ad esempio, stiamo usando meno il suono della fisarmonica, cercando di avvicinarci gradualmente a sonorità di base elettronica”.

I media nazionali hanno parlato del vostro live ‘on the road’, imbastito durante le sei ore di attesa per un ritardo dell’Italo sulla tratta Torino/Roma: quindi w la musica ovunque, o…altrove?!

“Suonare è quello che sappiamo fare bene; allietare passeggeri stanchi ed irritati ci è sembrata la cosa giusta da fare, coinvolgendo anche il personale di bordo che nella figura del capotreno ci ha chiesto di passare in tutti i vagoni”.

‘Pam’…videogioco…

“Alcuni nostri fans, di professione programmatori, ci hanno informato della possibilità di far ascoltare il nostro brano attraverso la suoneria di un dispositivo elettronico (invece che realizzando un comune video), situazione che ha portato diversi consensi da parte di chi ci segue, premiati, in questo caso, con biglietti omaggio di entrata ai nostri concerti o gadget della band, in qualità di primi classificati al video game”.

Gli ‘Eugenio in Via Di Gioia’ in tour europeo (emozioni, ricordi…)

“Artisticamente è stata un’esperienza profonda, da ricordare con gioia: nella realtà si è trattato di un”avventura’ vera e propria, arrivando, a bordo di un’auto senza servosterzo, dall’Italia all’Olanda, in sei giorni, esibendoci su cinque palchi diversi”.

Chi sono i ‘giovani illuminati da una realtà a risparmio energetico’?

“Abbiamo rappresentato quella che è la nostra generazione, legata ad un mondo ipertecnologico, capace di accrescere la propria conoscenza e di diffonderne altrettanta, ma, se a questi supporti esterni viene tolta la batteria, tutto si blocca, in particolare la comunicazione”.

C’è chi dice ‘Tutti giù per terra’ e chi ‘ Tutti su per terra’!

“Il titolo del nostro secondo album parte da una contrapposizione: il progresso ci consente di avanzare, ma allo stesso tempo ci fa regredire. Riempiamo le nostre vite così tanto da renderle vuote, quindi ecco perché l’immagine rovesciata di Atlante che non porta più la volta celeste sulle spalle ma il mondo gli cade dalle mani”.

‘Eugenio in Via Di Gioia’ e i laboratori musicali e di comunicazione nelle scuole superiori del torinese…

“Nei mesi scorsi abbiamo proposto laboratori di scrittura creativa ed alcuni studenti hanno realizzato anche testi di canzoni. Abbiamo notato, però, che, se da un lato emergono buone capacità espressive, dall’altro manca il senso pratico, i ragazzi hanno bisogno di essere sollecitati, devono credere nelle loro potenzialità, facendosi sentire”.

‘Altrove’ in video (quattro musicisti versione ‘bimbi’?)

“Altrove è più uno stato d’animo che un luogo definito. E’ un vivere che appartiene inconsciamente ai più piccoli, rispetto agli adulti, quindi, ad esempio, ci si trova di fronte al ragazzino che partecipa ad una recita scolastica ma pensa al altro. Le immagini ritraggono momenti della vita infantile degli ‘Eugenio in Via Di Gioia’ e di nostri fans che hanno voluto contribuire all’emotività che un sorriso spensierato di un bimbo può dare”.

Angela Balboni

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