EX – OTAGO

Gli EX-OTAGO, band indie pop genovese sono:

MAURIZIO CARUCCI (voce)
SIMONE BERTUCCINI (chitarre)
OLMO MARTELLACCI (sassofono, flauto)
FRANCESCO BACCI (basso, charango)
RACHID BOUCHABLA (tastiere, percussioni).
All’attivo hanno cinque album, dal primo ‘The Chestnuts Time’ al recente ‘Marassi’ (in riferimento ad un quartiere della loro città). Prodotti da INRI e seguiti come management da METATRON, si potranno ascoltare dal prossimo 22 novembre 2017 all’Hiroshima Mon Amour di Torino. Maurizio sarà ospite dei Dardust, nel corso del loro tour (di cui parleremo meglio nei prossimi giorni), ora risponde per i lettori, ad alcune curiosità:

Ex-Otago, ‘crasi’ di due emozionalità: rugby zelandese e sonorità indie pop italiane?!
‘Il nome della band è legato ad un fatto divertente: abbiamo vissuto (per poco) un genere tra il metal, il pop fujion, il jazz (ed eravamo ‘Otago’), poi, rendendoci conto che per il mercato musicale mondiale non eravamo pronti abbiamo iniziato con il pop ( quindi, ‘Ex-Otago’)”.

‘Mezze stagioni’ ha visto il supporto di Davide Bertolini, produttore dei Kings of Convenience. Qualche legame con le loro melodie?
“Musicalmente li abbiamo sempre apprezzati, ascoltati, presi come riferimento anche se noi siamo italiani, più caciaroni, tendenzialmente punk mentre loro sono più jazz; nel nostro ultimo lavoro le musiche vanno oltre”.

Avete dedicato un brano all’ultra maratoneta Marco Olmo, atleta che ha gareggiato nei deserti africani, californiani, boliviani: un esempio fisico e mentale della corsa verso la vita?
“Vedere un uomo che per anni ha lavorato come escavatorista, vincere competizioni difficilissime è una rivalsa popolare; la sua storia ci ha colpito tanto da farne una canzone”.

‘Marassi’, una canzone dedicata a Genova, la vostra città: malinconica, profonda e agrodolce!?
“Gli Ex-Otago sono ‘agrodolci’, in musica e Genova, come città, non passa inosservata per la sua dote nel saper incorporare cultura, arte, letteratura, colori, bellezza”.

Vi sentite ‘giovani d’oggi’?
“In parte si ed in parte no: siamo nell’immaginario di un crinale, non più giovani ma nemmeno tanto adulti, la canzone nasce stando dalla parte dei giovani”.

Maurizio, se non avesse fatto il cantante, sarebbe diventato un indiano?
“Da bambini spesso si sogna: ‘…da grande voglio fare l”indiano’!’. Io ‘indiano’ un po’ già lo sono, o meglio…contadino: ho un vigneto in una borgata piemontese…oltre alla musica, naturalmente!!!”.

Come si presenteranno gli Ex-Otago in questo imminente tour invernale?
“Con umiltà ed impegno abbiamo lavorato per portare sui palchi uno spettacolo nuovo, con brani riarrangiati, una scaletta completamente scelta dal nostro pubblico a seguito di un sondaggio”.

foto: ‘iononsonopipo’

Angela Balboni

 

 

 

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