FLAVIO OREGLIO

FLAVIO OREGLIO: ecologista laureato, musicista, attore, comico, poeta, scrittore: cos’è un ‘libero pensatore’?

“In sintesi molto coincisa è colui che affronta la realtà senza pregiudizi o ‘credenze’ precostituite, sviluppando un pensiero antidogmatico non sottostando a nessun ‘ipse dixit’.

Cos’è il ‘Cabaret Artistique’ per Flavio Oreglio?

“Il ‘Cabaret Artistique’ non è qualcosa che può essere oggetto di opinione….Il ‘Cabaret Artistique’ è stato inventato nel 1881 ed era caratterizzato da: poeti-performer, satira socio-politica, canzone d’autore, ricerca nuovi linguaggi, contaminazione tra le arti. I ‘comici’ non c’entrano nulla, anche se nel ‘cabaret’ si ride molto”.

Cos’è il ‘Teatro Canzone’?

“E’ il nome che ha dato Giorgio Gaber ad una forma di comunicazione molto diffusa nel cabaret degli albori, negli anni ’50 e ’60: doppio linguaggio (monologo e canzone) proposto anche da Jannacci, Fo, Svampa, Valdi…praticamente da tutta quella ‘Scuola milanese’ che ha dato vita al cabaret, in Italia, nel secondo dopoguerra. Aristide Bruant utilizzava la stessa tecnica, Gaber ha portato quella dinamica alla perfezione teatrale”.

‘Varietà’, ‘Avanspettacolo’…dalle parole di Flavio Oreglio

“Il ‘Varietà’ rappresenta la tradizione più diffusa in Italia; spesso lo si confonde con il ‘cabaret’ ma non sono la stessa cosa. Per me il Varietà è un genere di spettacolo che ci ha regalato grandissimi interpreti ed artisti straordinari come Walter Chiari, Gino Bramieri, Renato Rascel, Totò, Macario, Paolo Panelli, Bice Valori, Aldo Fabrizi. Purtroppo oggi si parla poco di ‘Varietà’, credo sia arrivato il momento di ‘rispolverare’ questo vocabolo”.

Flavio Oreglio e Alberto Patrucco: satira, parole, musica!

“Conosco Alberto da più di trent’anni e siamo legati da profonda stima ed amicizia. Lo spettacolo ‘Non facciamo mai la stessa cosa’ con sottotitolo ‘Se poi cambia anche il pubblico, siamo a posto’ è un contenitore artistico creato in questi ultimi anni per poter lavorare insieme…un’idea di cui si è parlato spesso, finalmente concretizzata. Il piacere di condividere il palco con Alberto è una delle soddisfazioni più belle che questo lavoro mi ha donato”.

Flavio Oreglio e David Riondino: improvvisazione, poesia, letteratura!

“‘Cabaret Concerto’ è un insieme di condivisioni che mi permette di lavorare con David, da sempre una delle menti più interessanti che frequentano il mondo del cabaret. Altro piacere immenso, altro bellissimo dono (oltre alla collaborazione con Alberto Patrucco) di questo lavoro”.

Poesia, aforismi, racconti, musica: cosa significa ‘catartico’ per Flavio Oreglio?

“Il momento catartico è un momento purificatore. Per me rappresenta il periodo di massima visibilità televisiva e diffusione del mio lavoro. La stragrande maggioranza del pubblico che assiste ai miei spettacoli mi identifica nel ‘poeta catartico’:…bello ma limitativo, se considerato come unica espressione della mia creatività!”.

…siamo una massa di ignoranti, parliamone: dal teatro, all’editoria, alla musica

“Un’amara constatazione (Siamo una massa di ignoranti) ed una proposta di dibattito (Parliamone): di straordinaria attualità, visto come sta andando il mondo….Sto ultimando il ‘Trentennale on stage’ iniziato nel 2015 con la pubblicazione ‘Siamo una massa di ignoranti. Parliamone’ e ‘Non è stato facile cadere così in basso’, poi due dischi, un libro-appendice (‘Aprosdoketon’) un DVD (Recital) e l’antologia ‘Ignorantologia’ a cui sto lavorando, un’opera globale ancora tutta da scoprire!”.

L’Associazione ‘Centro Studi Musicomedians’ in collaborazione con la Biblioteca e l’Amministrazione Comunale di Peschiera Borromeo ha dato vita all’Archivio Storico del Cabaret Italiano, vuole spiegare ai lettori di cosa si tratta e com’è nato il progetto?

“Il progetto ‘Musicomedians’ è nato nel 2000 dopo l’esperienza portata avanti con lo storico laboratorio del Caffè Teatro di Verghera di Samarate (Va), tra il 1998 e il 1999, quando, a fronte di un’analisi basata su ‘sensazioni artistiche’, tempo, ricerche e studi si sono poi rivelati ‘portatrici di verità’. L’idea originaria, la ‘sensazione’, era dovuta al connubio tra la canzone d’autore ed un certo approccio alla ‘comicità’ (che in quegli anni aveva sapore e valore diversi, rispetto a quelli assunti in seguito) due cose che secondo noi stavano bene assieme. Gli studi hanno messo in luce la fondatezza di questa intuizione poiché le scoperte, mai narrate in Italia, sulle origini del ‘cabaret artistique’ hanno rilevato la compresenza delle due situazioni nel ‘cabaret’ originario. Sia il lavoro di Aristide Bruant (e la sua ‘chansons canaille’) sia la ricerca di connubio ‘poesia-musica’ effettuata da alcuni esponenti del gruppo degli ‘Hydropathes’, guidati da Emile Goudeau, dimostrano come la moderna canzone d’autore sia nata grazie alle sperimentazioni nei cabaret. Negli anni abbiamo costituito l”Associazione Centro Studi Musicomedians’ e dato vita a cinque edizioni del Festival ‘Percorsi d’Autore’ (Villa Greppi, Monticello Brianza, Volta Mantovana) in cui sono stati invitati protagonisti del cabaret italiano per dibattiti inerenti la storia del genere, in Italia. Le loro testimonianze ed i documenti che ci hanno donato hanno fondato il primo nucleo di quell’Archivio Storico del Cabaret Italiano insediato, dal gennaio 2018 a Peschiera Borromeo ed inaugurato, con l’evento ‘Cabaret is back’, lo scorso giugno 2018″.

Flavio Oreglio e l’editoria (i vari libri ‘catartici’, l’approccio con le case editrici, cosa leggono gli italiani e cosa dovrebbero leggere)

“Per trattare questo tema occorrerebbero pagine e pagine…non sono certo io a stabilire cosa devono o non devono leggere le persone…a me l’idea di scrivere libri per documentare il mio lavoro è sempre piaciuta e l’ho sempre perseguita collaborando con piacere sia con prestigiose case editrici che piccoli editori emozionandomi in egual misura alla nascita di una pubblicazione a mia firma”.

Pregola, il Castello Malaspina e la cittadinanza onoraria al Passo del Brallo, a Flavio Oreglio

“Una delle cose più belle e particolari realizzate nell’ambito del ‘Trentennale on stage’ è stata la costituzione del ‘Circolo dei Poeti Catartici’ al Castello Malaspina di Pregola (Passo del Brallo-PV) una sorta di ‘santuario’ collocato nel paese che ha visto, nel 1980, il mio esordio come cantautore, un luogo ove ‘recarsi in pellegrinaggio dove è apparso Oreglio, la prima volta!’. Per l’attività svolta al Circolo, contributiva a ravvivare il tessuto sociale dell’alta valle Staffora, tra il 2015 e il 2017, l’Amministrazione Comunale ha voluto riconoscermi la cittadinanza onoraria; amo il Brallo e sono lieto di aver ricevuto tale merito”.

Gli ‘Staffora Bluzer’, i ‘Sulutumana, Flavio Oreglio e la musica
popolare…



“La musica popolare mi è sempre piaciuta e l’ho coltivata parallelamente alle diverse esperienze live in altri ambiti musicali (tra gli anni ’70 e i primi anni ’80 suonavo pianoforte e tastiere in gruppi jazz/fusion come ‘Patchwork’ o ‘Clexhydra’). Dopo la collaborazione ventennale con i ‘Two Guitar Players’ (musica popolare anglosassone come ragtime, bluegrass) ho lavorato con il gruppo dei ‘Luf’, ‘Davide Van de Sfroos’ e i ‘Sulutumana’ con il quale ho grande feeling. La nascita degli ‘Staffora Bluzer’ ha però, per me, un sapore diverso…sia perché si è originata sul territorio dell’Oltrepò Pavese (una sorta di mia ‘seconda casa’) perché ha preso vita nell’ambito del progetto ‘Open Art Oltrepo” con sede al Circolo dei Poeti Catartici e perché l’entusiasmo che Matteo Burrone, Stefano Faravelli e Daniele Bicego hanno riversato in questa collaborazione mi ha dato grande positività”.

Angela Balboni

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