FLAVIO PIRINI

FLAVIO PIRINI: attore e cantautore eclettico e versatile…

“Sono un cantautore che, nella sua arte, spazia dal teatro canzone al cabaret, ai palchi di teatro comico”.

Il ‘teatro canzone’ di Gaber VS il ‘teatro canzone’ di Pirini

“Partendo da nomi quali Nanni Svampa, Jannacci, Gaber, Cochi e Renato, il mio cantautorato racconta la Milano di oggi tra l’ironia e l’amarezza del vivere contemporaneo, senza nostalgia, nei mie cinquant’anni, sorridendo delle difficoltà che si incontrano nel cammino. Alcuni titoli: ‘La scodella’ (la Milano di notte) ‘Caffè Sigaretta’ (giornate tipiche del milanese in ufficio, scandite dalle pause lavoro) il tutto visto con occhio divertito e divertente”.

Essere ‘A Pezzi’ discograficamente (in riferimento al titolo del suo disco del 2008)

“Il disco ha una decina d’anni ed è una sorta di gioco di parole tra ‘l’essere a pezzi’ caratterialmente, che fa di me un incontenibile ironico-malinconico e il Pirini preso a pezzi, nell’interezza del mio spazio”.

E’ difficile, secondo lei, per i giovani artisti talentuosi, far parte, di laboratori, in Milano, ove crescere e provarsi?

“I laboratori come lo è stato lo Scaldasole erano realtà di fine anni ’90, oggi, per i giovani ,esistono spazi a misura. Quello che posso dire da artista è di frequentarli assiduamente facendovi ‘palestra’ di comicità, di teatro, scavandosi dentro, trovando una propria dimensione, nell’urgenza di proporsi, con sincerità e innovazione”.

Cosa cerca il pubblico, al di qua del palco, da un attore?

“Dipende anche dalla location, dal tipo di pubblico. Davanti, ad esempio a dei giovani, il Pirini, parlando di una Milano degli anni duemila, diverte e stimola ad un pensiero critico sulla quotidianità”.

‘Fondamentalmente avevamo voglia di vederci’: in scena con Walter Leonardi. Come nasce un connubio tra due o più attori per sfociare in uno spettacolo?

“Nel nostro caso parte dalla grande amicizia che ci lega, dalla stima reciproca e dagli intenti verso un percorso critico per lasciare qualcosa alla Milano del 2018”.

Angela Balboni

 

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