FRANCESCO GUASTI

FRANCESCO GUASTI, adolescente, si avvicina alla musica, dotato di una timbrica graffiante, come front man di rock band. Negli anni 2000 cos’è il ‘ROCK’?

“Il rock è essenzialmente una forma espressiva che fa emergere la determinazione di chi si ribella ad un sistema, a qualcosa che limita libertà, ideali. Ad oggi, per certi versi, il rock ha ceduto alle lusinghe del mercato discografico ed ha perso in valore la sua natura anarchica. Personalmente sono convinto che la musica, in special modo il rock, siano strumenti potenti in grado di scuotere le coscienze delle persone”.

Esperienza nel talent ‘The voice’ nel ‘team Pelù’

“E’ stata profonda, sia professionalmente che umanamente. Preparandomi ad ogni puntata del talent, Piero Pelù mi ha messo davanti ai miei limiti, alle mie paure, scegliendo esibizioni distanti dalla mia linea musicale: queste ‘sperimentazioni’ mi hanno permesso di scoprire mie nuove potenzialità artistiche”.

Cosa lascia, costruttivamente, a livello artistico, esibirsi in rassegne quali il ‘Starlight Festival’ a fianco di icone musicali come Bryan Adams?

“Ci si sente parte integrante dell”Universo Musica’. Il palco assume la forma di un filo che lega chi ci si esibisce indipendentemente che si tratti di un emergente o di un artista affermato. Suonando, cantando, su quel palco, ci si emoziona, e si sta facendo emozionare”.

Il video di ‘Scintilla contro scintilla’ è stato girato nel carcere fiorentino di Sollicciano: una scelta mirata?

“…mirata, cercata, voluta. Il messaggio, che spero sia arrivato, sia ascoltando il  brano, che vedendo il video, è quello di ribadire che mente, intenzioni, pensiero umano sono presenze forti, in grado di far realizzare i propri desideri. Il carcere rappresenta l’errore umano, un errore estremo, dopo il quale una persona può ancora scegliere di ridisegnare il proprio futuro. Abbiamo girato le scene dentro ad una cella di un detenuto che doveva scontare ventidue anni di prigionia: sia io che il regista siamo stati colti dal panico ed abbiamo dovuto interrompere le riprese, la cella era minuscola, bollente e dentro le si leggeva tanta angoscia”.

Il 2014 segna l’anno in cui la Nazionale Cantanti l’ha voluta nella sua rosa: il calcio in Nazionale, per un artista e il calcio allo stadio per Francesco Guasti.

“Il gioco del calcio dovrebbe unire le persone, come lo fa la musica, invece, spesso, divide. Quando ero piccolo andavo allo stadio con mio padre, tifosi del Prato, squadra della mia città. Ci sono tornato da adolescente e da adulto, sempre con lo stesso entusiasmo. In Nazionale Cantanti sono in campo, e, non in una squadra qualsiasi: sento la responsabilità di chi crede in noi per realizzare un progetto, come l’affetto delle persone giunte per assistere alle nostre partite. Sono grato a chi scende in campo con noi stando sugli spalti, facendo il goal più importante che non è esclusivamente quello in porta”.

‘Piovono rose’…a tavolino, in fase di nascita, con Piero Pelù!

“‘La canzone ha una storia un po’ particolare, non l’ho mai raccontata: in realtà il brano era completamente diverso, persino il titolo!. Poi Piero mi ha telefonato dicendomi ‘Fra, dammi qualche giorno, vorrei rimettere le mani su ‘Piovono rose’, giusto qualche modifica…’ alla fine ha stravolto tutto. Piero Pelù è Piero Pelù….”.

Il video ‘Parallele’ è stato realizzato in collaborazione con OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) a favore della campagna contro l’abbandono: Francesco Guasti, in Nazionale ricerca e Francesco Guasti, discograficamente, contro il maltrattamento degli animali, una duplice umanità di un artista unico!?

“Gli animali e la loro tutela sono per me temi particolarmente sentiti, è qualcosa che non so spiegare, che ho sempre nutrito sin da piccino. Ho adottato tre cani, e, nel mio piccolo, cerco quotidianamente di agire a loro favore, anche se a volte sembra una ‘battaglia’ difficile. La musica è uno strumento collettivo importante tramite il quale divulgare messaggi, credo sia un dovere sensibilizzare anche il problema dell’abbandono degli animali, vorrei proporre alla Nazionale Cantanti, una partita per raccogliere fondi da destinare ad un progetto dedicato a cani salvati da maltrattamento, chissà…”.

Il suo ultimo lavoro ‘Universo’ in una frase semplice ma di effetto, per i lettori?!

“La parola ‘Universo’ unisce tutto ciò che contiene l’album compreso il mio percorso /Universo personale, musicale, professionale, vitale, dalla sua nascita; è chi sono io oggi, attraverso l’Universo che mi circonda e l’Universo intimo dentro di me. La grafica della copertina è una lavagna sulla quale ho disegnato affetti, cose, emozioni, paesaggi, che mi hanno ispirato i vari brani”.

Che ruolo copre in Nazionale Cantanti ?

“Il mio ruolo cambia, a volte terzino, altre centrocampista, l’importante è scendere in campo con il sorriso nel cuore. Indosso la maglia numero 7 e ne vado fiero, magari è anche un ‘segno del destino’ visto che amo la musica di De Gregori e sono cresciuto con la sua ‘La leva calcistica della classe ’68’ ( …il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette, questo altro anno giocherà con la maglia numero 7..’)”.

Da ‘buon’ giocatore e da tifoso: ha uno stadio, in particolare, dove si vorrebbe esibire in concerto?

“L’Olimpico di Roma, anche se ogni stadio possiede una propria magia!”.

Angela Balboni

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