GIULIO CASALE

Gli Estra e il loro leader, il ‘poeta rock’….

Erano i primi anni ’90, e, sin dall’inizio del progetto, ho cercato parole più affilate ed allusive possibili, come mezzo di comunicazione; volevo veramente che l’ascoltatore avesse diversi piani di lettura (e direi che ci siamo riusciti). Nel rock fisico e fragoroso della band, c’era, prima di tutto, l’aspetto poetico, a sedurmi, a chiamarmi….”.

Giulio Casale: un ‘anticonformista viscerale dalla lucidità introspettiva’?!

Per quanto ogni definizione rischi d’essere un po’ riduttiva, il rifiuto delle mode (di qualunque moda, fosse anche politicamente ‘corretta’), l’introspezione e l’attenzione al disagio umano nelle sue espressioni, mi appartengono, cioè appartengono alla mia scrittura e al modo stesso di portarle su un palcoscenico. Mai somigliarci….mai!!!”.

In un suo libro ‘analizza’ i testi di Jeff Buckley?

Buckley è stato un”apparizione’ bellissima, una cometa che ci ha illuminati tutti per poi schiantarsi subito dopo. Ha aperto e riaperto molte vie al canto, alla musicalità, all’idea di Bellezza che può contenere una canzone; dedicargli un libro e qualche serata in spettacolo era il minimo atto d’amore. Quello che si è ricevuto, da ascoltatori, da suoi contemporanei, è e rimarrà incalcolabile“.

….dicono che nelle sue canzoni usi un lessico ‘speciale’

A me non pare così tanto ‘speciale’ (ride….). Lavoro parecchio sulla lingua e quando (le poche volte che) mi riascolto, avverto semplicità, scorrevolezza, con una certa dose di amore per l”esattezza’, nel senso di metrica, ritmica, fonetica etc…forse la lingua italiana, che, in questi anni è stata impoverita così tanto, mortificata, fa sembrare me (e altri amanti del lessico) più ‘poetizzante’“.  

Il ‘Teatro-Canzone’ per Giulio Casale….

“…‘rischia’ d’essere un ideale: una recitazione fluida (cantare come se recitassi, recitare come se cantassi), fondere la letteratura, la prosa e la canzone in un unicum. Potessi farlo tutte le sere, e non solo qualche decina di volte all’anno!”.

‘Inexorable’: ‘un sorprendente intreccio di generi, immagini e ritratti’ lo definisce Laura Piantoni, che ne ha curato la scheda artistica….

Volevo che questo disco riuscisse a dar conto dei sentimenti emergenti in quest’epoca affollatissima in cui ci troviamo a vivere e per farlo, avevo bisogno di una tavolozza di colori molto più ampia, rispetto alla discografia realizzata in passato. C’è stata una grande fase di lavoro, per un disco che direi ampio e variegato; chissà se qualcosa resterà….una canzone piccola come ‘Soltanto un video’, per esempio“.

Alessandro Grazian nella produzione di Inexorable e in tour….

Alessandro è un talento vero: un autore, prima, e un ottimo musicista, poi, ed è in questa veste che è riuscito a trasferire i suoni dell’album anche dal vivo, sui palchi dei club in cui ci siamo esibiti; se i live sono stati così emozionanti, lo devo innanzi tutto a lui“.  

Gaber, un grande ‘smascheratore’….

Esattamente. Nessuno quanto lui. Secondo me gli italiani credono di conoscerlo, ma non è vero, non abbastanza di sicuro. Gaber è un patrimonio e volendo approfondire la sua arte, si è in tempo per farlo“.

‘Polli di allevamento’ in teatro….

Ho debuttato nel 2006 ed è l’unico titolo di Gaber che porto sul palcoscenico….ancora adesso mi richiedono repliche. C’è l’immenso dentro quel lungo testo e nelle musiche arrangiate da Battiato e Giusto Pio“.

‘La vita altrove’: spettacolo dedicato a Gino Rossi, pittore del ‘900 che rimase per anni internato in manicomio….

Ecco un esempio della mia vicinanza al cosiddetto ‘disagio psichico’. Gino Rossi fu un grandissimo artista, ma lo si voleva ‘matto’ per forza, un po’ come accadde a Dino Campana, quasi negli stessi anni. E quello che è stato fatto psicologicamente a Gino e Dino è imperdonabile. Il mio cuore torna spesso a Gino Rossi, in quella stessa Treviso che è stata, a tutti gli effetti, anche la mia prima città in cui ho vissuto“.

Giulio Casale e Andrea Scanzi, in teatro, con ‘Le cattive strade’ per ricordare Fabrizio De Andrè….

Con Andrea abbiamo realizzato un centinaio di repliche di quello spettacolo, con un folto pubblico al massimo della commozione….del resto si parlava (e io lo cantavo) di uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi“.

Angela Balboni

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