GLI OMBRELLI Renoir

“Proprio te cercavo, porgimi l’ombrello che non voglio bagnarmi” (Si rivolge Paola a James)
“Certo, principessa, potrei prendere tutta l’acqua del mondo pur di proteggerti” (risponde il ragazzo)
“Proteggermi da cosa? Mi sono fatta i capelli da poco, non vorrei il buon Dio me li scomponga con le sue lacrime”
“Ogni tuo desiderio è un ordine, principessa!”.


“…e tu saresti un principe?” (ride chiassosamente Paola)
“Per caso sei diretta alla National Gallery?” (domanda James con interesse)

“Secondo te che ci sono venuta a fare a Londra? …a vedere il Tamigi?” (con fare sarcastico)

“Soffermiamoci su ‘Gli ombrelli’ di Renoir…” (consiglia James con risolutezza)
“Ti dici un principe, e, nel bel mezzo della tormenta, questo Renoir dispone di una varietà di ombrelli? …VOGLIO un ombrello…è un ordine!”

“‘Gli ombrelli’ è un quadro ad olio su tela realizzato nel quinquennio 1881/
1886: Pierre-Auguste Renoir ha scelto di raffigurare la meraviglia della vita cogliendo un frammento di contemporaneità della società moderna parigina” (inizia James)
“E non poteva osservare la meraviglia della vita, magari sotto ad un bel sole?”
“…una madre, elegantemente vestita osserva le sue bambine che si stanno divertendo sotto la pioggia” (sempre da James)

“…io insisto sul divertimento in spiaggia, in un caldo giorno d’agosto. Sarà perché sono italiana?” (si giustifica Paola)
“Dietro di lei un’altra donna, con fare interrogativo alza gli occhi al cielo per vedere se sta piovendo”
“Hanno tutti gli ombrelli aperti, certo che piove, e se non dal cielo, da dove?” (scherza Paola)

“C’è una modista che si alza la veste per evitare il fango in strada, non ha un ombrello, né un impermeabile, né un cappello; dietro di lei un gentiluomo dalla barba mascolina, intercede per offrirle un riparo (termina James)
“…tutti uguali gli uomini, basta che ci provino!!!” (dalla sincerità di Paola).

Gabriele Marangione

 

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