I VITELLONI

Il termine ‘vitelloni’ è un’espressione usata negli anni ’50, a Pescara (città natale di Ennio Flaviano

autore del soggetto del film ‘I vitelloni’

diretto da Federico Fellini)

per indicare giovani nullafacenti che trascorrevano le loro giornate al bar, senza lavorare.

Candidato agli Oscar 1958 e ‘Leone d’argento’ alla 14a edizione del Festival del Cinema di Venezia, ‘I VITELLONI’

è ambientato a Rimini (inizialmente concepito per essere situato a Pescara) mentre le riprese si sono svolte tra Roma, Viterbo, Ostia e Firenze. Il Premio a Miss Sirena 1953 vede la vincitrice Sandra Rubini

(Eleonora Ruffo) svenire: sapendo benissimo di essere il padre del bambino che la ragazza porta in grembo, il ‘donnaiolo’ Fausto Moretti (Franco Fabrizi) vorrebbe partire per Milano evitando la responsabilità genitoriale, ma la famiglia gli fa pressione per sposarsi.

L’intellettuale Leopoldo Vannucci

(Leopoldo Trieste) tenta la carriera teatrale, l’inguaribile giocatore Riccardo (Riccardo Fellini) e l’infantile Alberto (Alberto Sordi), tra scommesse e prestiti di danaro, si divertono al biliardo.

I neo sposini organizzano il viaggio di nozze a Roma

a al ritorno, il suocero, trova a Fausto, un lavoro presso l’amico Michele (Carlo Romano), antiquario. Durante una festa di carnevale, Alberto, ubriaco

vedrà la sua vita vuota e inconcludente ma non avrà il coraggio di cambiarla. Fausto, sebbene sposato e in attesa del figlio, non perde occasione di corteggiare altre donne, come Giulia

(Lida Baarova), moglie di Michele, che gli resiste indignata. Per questo il ragazzo verrà licenziato anche se farà credere al fratello di Sandra che è stata Giulia a provocarlo. Per vendetta, Fausto si farò aiutare da Moraldo a sottrarre dal negozio un angelo di legno

che, non riuscendo a vendere, affideranno allo sprovveduto Giudizio. Nasce il piccolo Moraldo

e Fausto è più sereno, anche se continua a frequentare gli amici di sempre: Alberto, Moraldo, Riccardo e Leopoldo.

Dopo un ennesimo tradimento da parte di Fausto, Sandra prende il neonato e scappa; il marito e gli amici la cercheranno al mare.

Di ritorno dal pranzo, Alberto, in auto con due degli amici, alla vista, in strada, di alcuni lavoratori li beffeggia facendo il gesto dell’ombrello

dopo pochi metri la vettura avrà un guasto e all’uomo non resterà che scappare, per evitare eventuali reazioni del gruppo di operai affaticati. Arrivato dal padre Francesco (Jean Brochard), Fausto riceverà una dura lezione a suon di cinghiate,

e al rientro di Sandra, finalmente si dirà consapevole nel dedicarsi alla famiglia, senza distrazione alcuna. Moraldo è l’unico ad avere il coraggio di lasciare il paese e partire per Roma. Alla stazione, il giovane amico fattorino Guido

(Guido Martufi) si fermerà a parlare un po’ con lui, poi Moraldo salirà sul treno

immaginando di vedere Fausto, Riccardo, Alberto e Leopoldo, ancora dormienti, nei loro letti.

Angela Balboni

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