IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE

Girato al Coloneum Studio in Germania, nel paese di Eaubonne, nelle stazioni ferroviarie Paris Lyon, Paris Est e Paris Nord, e al numero 15 di rue Lepic a Montmartre (Cafè des 2 Moulins)

‘IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE’ (LE FABUTEUX DESTIN D’AMELIE POULAIN)

è un film romantico, commovente e divertente, scritto e diretto da JEAN-PIERRE JEUNET,
distribuito nelle sale cinematografiche francesi, nel 2001 e arrivato in quelle italiane, l’anno dopo. Spiraglio di quanto la vita possa riservare emozioni semplici ma forti, la protagonista, dopo un’infanzia asociale, si ritrova a scegliere di aiutare il prossimo offrendo attimi di felicità, gioendone lei stessa, arrivando al culmine grazie all’amore vero. A Raphael Poulain

padre di Amelie, non piace sorprendere uno sguardo di disprezzo sui suoi sandali, gli piace invece strappare enormi pezzi di carta da parati. Dopo la morte della moglie Amandine

(madre di Amelie) schiacciata da una donna suicida dal punto più alto della cattedrale di Notredame, riserva la sua attenzione ad un piccolo altare a lei dedicato con statue e nani da giardino.

Ad Amandine non piaceva farsi sfiorare la mano da una persona antipatica, le piaceva invece svuotare la sua borsa e pulirla prima di rimettervi gli oggetti. All’età di ventidue anni, Amelie si trasferisce a Montmartre ed inizia a lavorare in un Cafè

trascorrendo giorni sereni concedendosi piacevoli passatempi come far rimbalzare i sassi sul canale Saint-Martin

o spezzare la crosta della creme brulee con il cucchiaino.

Il 31 agosto 1997, vedendo in tv un servizio sulla morte di Lady Diana, Amelie ne rimane talmente scossa che il tappo di una boccetta di profumo le scivola dalle mani finendo contro una mattonella del bagno rompendola. La ragazza ne estrarrà una scatola di latta contenente ricordi probabilmente di un bambino che anni prima era vissuto in quell’appartamento; Dominique Bretodeau è l’uomo della scatola e Amelie vuole cercarlo e riportargliela, con l’aiuto dell”uomo di vetro’

(Raymond Dufayel) un pittore ammalato di osteogenesi, suo vicino di casa. Non rivelando la propria identità, l’oggetto sarà deposto in una cabina telefonica squillante, dove l’uomo è solito passare: trovandola

ripenserà al passato e senza sapere che è Amelie la barista che lavora al Cafè des 2 Moulines, le racconterà l’accaduto e il desiderio di rivedere dopo anni, la figlia e il nipotino mai conosciuto. ‘Rimettere a posto le cose’ sarà per Amelie l’obbiettivo principale: dal rallegrare il padre facendogli credere che il suo nano da giardino gira il mondo

al creare un collage utilizzando pezzi di lettere originali

per una missiva d’amore, in ritardo di anni, destinata alla portinaia del suo palazzo, vedova, da parte dell’amato, al fare scherzi al fruttivendolo troppo intransigente con il suo garzone

al far innamorare di un cliente del bar, la collega tabaccaia Georgette, rassegnata ad una vita da single

ed infine stringere forte, sul motorino Nino Quincampoix

commesso con l’hobby di collezionare fototessere buttate dai proprietari; sarà l’intento buono di Amelie di consegnare al ragazzo l’album perso

a farle scoprire quello che diverrà

l’amore della sua vita.

Roberta Masi

 

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