Il surrealismo di VLADIMIR KUSH

“Finalmente a L.A.

…Laguna Beach

arrivooooo (si compiace la ragazza allo sbarco in aeroporto) immagino che sotto a quel basco ci sia il fedele James…”.
“…la ‘nostra’ Paola, al suo ennesimo viaggio attraverso questo pazzo mondo, per contemplare qualche opera di surrealismo?…Vladimir ti dice qualcosa?”.
“Vladimir

Putin?…Vladimir

Luxuria?” (elenca Paola a casaccio).
“Vladimir

Kush, pittore e scultore russo che definisce la propria arte ‘realismo metaforico’”.
“E che ci ha un russo in California?” (si domanda Paola)
“La sua galleria è la Kush Fine Art” (puntualizza James)
“…se io a Laguna Beach fossi diretta solo per le spiagge

che nasconde?” (rivela la ragazza al suo interlocutore)
“Le muse non si nascondono, vanno ammirate!” (dichiara con coraggio James)
“Quindi, per te sarei un oggetto…da ammirare?” (si inasprisce Paola)
“Ti venero, ti idolatro, sei la musa dei miei sogni e la realtà della bellezza quando ti vedo. Sei il rosso dell’amore come nei quadri di Vladimir:

‘ROSE AWAITING 2000’

‘HIBISCUS DANCER 2003’

‘FAREWELL KISS 2012′”.
“…un po’ fissato con le date Vladimir il russo (ironizza Paola) certo che quelle labbra/nuvola rossa ha un che di sensuale” (sguardo di James alle due persone ritratte)
“…e i due in angolo NON siamo noi!”. (specifica la ragazza allo spasimante)

Gabriele Marangione

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