IL VIOLINISTA Chagall

Dal cilento ad Amsterdam, per la ‘nostra’ inviata Paola Vezzani, allo Stedelijk Museum

“E questo qui sarebbe Chagall?” (con sguardo ridente di lei)

“Nei suoi quadri c’è la capacità di rappresentare, come sfondo, allucinazioni nostalgiche”
(inizia James)
“TU..sei la mia allucinazione continua!” (dalla voce irritata di Paola)

“Per Chagall, il violino, presente in altre opere, del 1911

e 1923

non è solo uno strumento musicale, ma rappresenta il mezzo per incontrare Dio ed i segreti di vita e morte” (spiega James)
“Non mi riesce nemmeno di strimpellare la chitarra, voglio andare al museo delle borse..
Cardin, Gucci, Dolce..

ma prima voglio farti una domanda da cento punti ed una da centocinquanta: chi è il violinista e perché si trova in bilico sul tetto di una casa?” (..sguardo vivace di Paola)
“Nel dipinto ‘IL VIOLINISTA’ è raffigurato lo zio di Chagall, tale Neuch, si trova nel suo paese, Lyozno ed il significato è la rappresentazione della condizione instabile degli ebrei russi e polacchi” (risponde il ragazzo)
“Caspita, James, ogni volta mi stupisci, e così hai realizzato duecentocinquanta punti: hai vinto…”
(Paola viene interrotta dalla risposta azzardata di James): “..un bacio!”
“..Perugina! (precisa Paola) ..e quella piccola figura con tre teste?”
“..se te lo dico poi avrò tre baci?…Perugina, ovviamente!!!”

La redazione

 

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