LA FORMA DELLA VOCE

LA FORMA DELLA VOCE

(Koe Nokatachi) è un film diretto da Naoko Yamada e adattamento del manga A silent voice di Yoshitoki Oima presentato allo scorso Future Film Festival. Shoko Nishimiya è una bambina sordomuta di undici anni che comunica solamente scrivendo su di un quaderno.

In una nuova classe ad Ogaki, all’inizio sembra essere accettata dai compagni, poi diventa vittima di bullismo soprattutto da parte di Shoya Ishida

che le rompe ripetutamente gli apparecchi acustici e le getta i suoi quaderni in una fontana. La fanciulla subisce la vanità e la cattiveria degli altri alunni nei suoi confronti, ne soffre, fino a quando sarà la madre ad accorgersi del suo malessere psicologico e la inserirà in un’altra scuola. Chi si sentirà il vero responsabile dell’allontanamento di Shoko sarà Shoya i quali amici fidati cominceranno a deriderlo, ad evitarlo, portandolo ad una dolorosa solitudine con pensieri rivolti verso il suicidio. Profondamente pentito degli atti inflitti ad un’indifesa Shoko, Shoya, più maturo, decide di andare a trovarla alla scuola superiore che frequenta, chiedere perdono ed iniziare un percorso di redenzione mirato all’amicizia che sa ascoltare le parole del silenzio solo con il cuore.

Attraverso la causa scatenante del bullismo, sia nel fumetto, che nel film, la vera lacuna di Shoya e della maggior parte della società che lo circonda è l’incomprensione di sé stessi e lo sfogo in un’inconsapevole malvagità verso gli altri.

 

 

Sergio Galuppi

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