LA FORMA DELL’ACQUA

Come per gli altri due capolavori ‘LA SPINA DEL DIAVOLO’ e ‘IL LABIRINTO DEL FAUNO’

il regista Guillermo Del Toro

mischia storia e fantasia, aggiungendo, in ‘LA FORMA DELL’ACQUA’

noir e romanticismo, commedia e musical. Elisa Esposito, interpretata da Sally Hawkins

è una donna affetta da mutismo, che lavora come addetta alle pulizie, in un laboratorio governativo dove si effettuano esperimenti atti a contrastare la Russia degli anni sessanta. Le sole persone con cui si confronta amichevolmente, usando il linguaggio dei segni, sono la collega afroamericana Zelda e l’inquilino artista Giles, interpretato da Richard Jenkins. Destinato alla vivisezione, su ordine del generale Frank Hoyt, arriva dall’Amazzonia, una creatura anfibia dall’aspetto umano ed Elisa, rimanendone affascinata, segretamente, si introduce nel laboratorio e con cibo e musica, instaura un contatto di fiducia. Lo scienziato Robert Hoffstetler, in realtà la spia russa Dimitri Antonovich Mosenkov, interpretato da Michael Stunhlbarg

invece di uccidere la creatura, come da volere dei superiori, aiuta Elisa, Zelda e Giles, a liberarlo dalla prigionia, con meta l’appartamento della prima, in particolare la sua vasca da bagno che piena d’acqua gli permetterà di sopravvivere. Tra la donna e l’anfibio cresce il legame fino alla fisicità, nella consapevolezza che dopo alcuni giorni dovrà essere messo a mare, nel suo habitat. Al laboratorio, il colonnello Richard Strickland, interpretato da Michael Shannon, paga le conseguenze della fuga dell’uomo anfibio, il quale, nella sua sensibilità, in una breve uscita dall’appartamento di Elisa, rimane colpito dalle immagini del film ‘La storia di Ruth’, sullo schermo del cinema, a piano terra. Immaginandosi come Ginger Rogers in ‘Seguendo la flotta’, abbracciata a Fred Astaire

Elisa nutre un grande amore per la creatura. Al canale, in procinto di metterlo in acqua, Strickland spara ad entrambi colpendoli a morte: l’uomo anfibio si autoguarirà e, tuffandosi in acqua, prenderà tra le braccia, con sé, Elisa, trasformandole le cicatrici sul collo, ritenute ragione del suo mutismo, in branchie e vivere per sempre insieme, amandosi. In affinità con il romanzo ‘Mrs Calibal’ di Rachel Ingalls ed il film ‘Il mostro della laguna nera’ di Jack Arnold, ‘La forma dell’acqua’ ha vinto il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2017.

Sergio Galuppi

 

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