L’ATTIMO FUGGENTE

A trent’anni dal debutto cinematografico della pellicola di Peter Weir ‘Dead poets society’ che vede Robin Williams

nel ruolo di protagonista, la storia dell’intraprendente insegnante di letteratura e dei suoi giovani studenti continua a suscitare emozioni con un Ettore Bassi

che raccoglie il testimone, sul palcoscenico, una scenografia essenziale

dove gli unici elementi scenici che vengono spostati sono le sedie, ben visibile il testo della poesia ‘O captain! My captain’ di Walt Whitman e l’effigie del poeta. Fin dal monologo iniziale sui quattro pilastri della Welton Academy (tradizione, onore, disciplina, eccellenza)

Mimmo Chianese, nei panni del preside Nolan, si dimostra un abile antagonista. Per la regia di Marco Iacomelli

Matteo Vignati è Neil Perry, Alessio Ruzzante è Todd Anderson, Matteo Napoletano è Charlie Dalton, Matteo Sangalli è Knox Overstreet, Leonardo Larini è Richard Cameron ed Edoardo Tagliaferri è Steven Meeks. L’attimo fuggente è una storia d’amore, per la poesia, il libero pensiero e la vita. John Keating viene trasferito nel collegio maschile di Welton e la sua didattica man mano recepita dagli scolari, ma non dal preside.

I ragazzi danno vita ad un gruppo di poesia, la setta dei poeti estinti, la quale scoprono fosse esistita già da quando il professore stesso era studente e ne faceva parte. Neil vorrebbe fare l’attore contro la volontà del padre e nella disperazione si suicida. L’istituto apre un’inchiesta: Keating viene accusato di aver indotto Neil a disobbedire al volere paterno e di conseguenza ad uccidersi per l’insuccesso. Quando Keating entra nella classe per raccogliere i suoi oggetti personali gli alunni salgono sui banchi salutandolo con un ‘O capitano! Mio capitano’.

Angela Balboni

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