LEONARDO MANERA

Da Leonardo Bonetti a Leonardo Manera: quando ha capito di voler fare cabaret? Intraprendere la carriera di attore?

“Era il 31 dicembre 1984, avevo diciassette anni e mi esibivo come mago comico; per il primo spettacolo ho percepito un cachet di settanta mila lire”.

Petrektek e Cripztak, i due volti dell’amore ‘polacco’: come è nata questa coppia famosissima a Zelig?

“Seguo da anni il cinema finlandese di Aki Kaurismaki, l’idea è stata riproporre, nella comicità, lo stesso stile inconfondibile del regista, dall’humor bizzarro e dialoghi scarni recitati senza slanci emotivi. Per un impatto linguistico più semplice, abbiamo sostituito ‘polacco’ a ‘finlandese’ “.

‘Platone, la caverna dell’informazione’ in radio con il giornalista Alessandro Milan. C’è sempre un lato comico nella ‘crudezza’ della cronaca?

“La cronaca offre diversi spunti per la comicità, partendo dalle problematiche sociali, in modo divertente, le si esorcizza”.

‘L’ottimista (il Candido di Voltaire e la Ricerca della Felicità)’ recita il titolo del suo monologo: un tuffo nel 1700 per una visione disincantata del mondo degli anni 2000?

“Nel ‘Candido’, racconto filosofico di Voltaire, che mescola ironicamente tragedia e commedia, si possono trovare dei riferimenti all’oggi, come l’assurdità dell’integralismo religioso o l’arroganza del potere, in un finale dell’opera che scrive ‘bisogna coltivare il proprio giardino’, ossia occuparsi delle piccole cose che ci circondano per vivere felici”.

‘L’arte di vivere: Leonardo Manera e Carlo Vanoni’, un quadro per ogni passione, ogni gioia, ogni difficoltà, un quadro sulla vita parlando di arte…

Dalle parole di Vanoni: “La vita si presta ad essere messa in una cornice. Dentro ad ogni quadro c’è un frammento della nostra vita. L’arte parla della vita perché a farla sono persone reali”. “Partendo da quattro parole come ad esempio ‘coerenza’ o ‘confronto’, che fanno parte del vissuto di ospiti sul palco, durante lo spettacolo – spiega Manera –  si abbina un ricordo di vita, mentre, nell’arte, si scopre dal critico Carlo, quale tela, fotografia, scultura, è correlata alla parola stessa”.

Come sarà, secondo Leonardo Manera, la comicità delle ‘giovani maschere italiane’?

“La comicità rappresenta un determinato periodo storico, ad esempio: Totò, nei primi varietà anni ’30, Sordi, nell’Italia del dopoguerra dal sogno americano, Pozzetto e l’umorismo semplice anni ’70, Fantozzi, prototipo dell’impiegato medio sfortunato e sfruttato dai superiori. Se si vive all’interno di una società benestante, la comicità sarà disimpegnata, se c’è un clima di disagio, la comicità tenderà a scongiurarne le problematiche”.

Angela Balboni

 

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