L’INNOCENZA DI TOMMASINA

Con uno stile asciutto e graffiante, mischiando lingua italiana e idiomi locali, Caterina Emili

giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici, scrittrice, trasporta il lettore attraverso colori, sapori e luoghi pugliesi nelle 128 pagine di ‘L’INNOCENZA DI TOMMASINA’:

Vittore Guerrieri, umbro, residente a Ceglie Messapica (in provincia di Brindisi), giocatore d’azzardo, è travolto da un amore forte, silenzioso e sensuale per la timida Lena con la quale desidera convolare a giuste nozze. Sono stati Mario e Maria, pantalonai a Milano, amici dell’uomo, in ritorno nel paese natale, a portarlo con loro, trovandogli un lavoro: vendere latticini e salumi locali, spostandosi al nord, a bordo di un furgone. Cesara, una donna di Ceglie, è disperata: sua nipote Tommasina, dolce creatura, si è tolta la vita impiccandosi, lasciando solo alcune lettere anonime colme di insulti e minacce. Vittore, calandosi nei panni di investigatore, cercherà, leggendo e rileggendo le ingiurie, di dare un volto a chi, con tanta cattiveria, ha indotto Tommasina a lasciare Perugia per tornare a Ceglie e morirvi. Centro operativo del ‘detective per caso’, il bar, animato da personaggi dalle svariate peculiarità. Approfittando di un viaggio di lavoro, Vittore si fermerà a Torino, dove Tommasina, anni prima, aveva frequentato la scuola per professioni sanitarie ed infermieristiche ed indagherà più a fondo, scoprendo una trama di sangue e vendetta; tre i nomi di possibili colpevoli: la Strega, il Poeta e il Violento.

Roberta Masi

 

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